Il trionfo di Eileen Gu a Livigno, tra l'oro nell’halfpipe e il dolore per la scomparsa della nonna
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Redazione Sport
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La neve di Livigno, che per giorni aveva messo a dura prova il calendario delle gare, ha fatto da scenario all’ultimo, straordinario atto delle Olimpiadi di Milano Cortina per Eileen Gu. La ventiduenne fuoriclasse del freestyle, già due volte argento in questa rassegna, ha conquistato la medaglia d’oro nella sua specialità, l’halfpipe, rispondendo sul campo a chiunque osasse mettere in discussione il suo valore dopo i due secondi posti. Una rimonta tecnica impressionante, la sua, condita da un primo run fallito e dalla necessità di dover forzare il punteggio nelle successive discese per avere ragione di una competitiva compagna di squadra, Li Fanghui, e della britannica Zoe Atkin. Il 94.75 dell’ultima run, che vale il metallo più pregiato, rappresenta però solo una delle due facce della giornata della campionessa cinese -5-8. La gioia immediata per il terzo podio in questi Giochi, il sesto in carriera che la consacra come la sciatrice freestyle più decorata di sempre a livello olimpico, si è infatti infranta contro una notizia personale e lacerante appresa a cerimonia di premiazione appena conclusa -1-2.
Giunta in conferenza stampa con un ritardo che lei stessa ha voluto spiegare a viso aperto, Gu ha dovuto condividere con i cronisti il motivo del suo turbamento, trasformando l’atmosfera di giubilo per l’impresa sportiva in un racconto intriso di commozione. Pochi minuti prima, infatti, aveva saputo della morte della nonna, figura che ha sempre indicato come un pilastro fondamentale della sua esistenza e della sua carriera -2-9. Con gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione, la sciatrice ha raccontato di come l’ultimo saluto prima di partire per l’Italia fosse stato carico di una preoccupante consapevolezza, essendo la nonna già malata. Un dolore privato che si è intrecciato in modo indissolubile con la celebrazione pubblica di un successo costruito a suon di acrobazie e rischio calcolato, rendendo l’abbraccio della medaglia d’oro un momento di profonda ambivalenza emotiva.
Non una promessa di vittoria, ha tenuto a precisare la giovane atleta, ma un impegno ben più intimo e significativo aveva legato le loro ultime conversazioni. Eileen Gu aveva assicurato alla nonna che avrebbe gareggiato con il suo stesso coraggio, con la stessa determinazione che aveva sempre ammirato in lei, una donna che – ha spiegato – ha letteralmente plasmato la sua capacità di affrontare la vita e le sfide a testa alta -2-6. Ed è proprio in quel coraggio dimostrato in pista, nella capacità di rischiare e di eseguire sotto pressione, che la campionessa ha voluto leggere il mantenimento di quella promessa. La sua speranza, espressa a caldo davanti ai giornalisti, è che la nonna possa essere fiera di lei, non tanto per il metallo appeso al collo, ma per l’aver onorato fino in fondo quell’ultimo, fondamentale insegnamento -9.




