Tensione in carcere a Santa Maria Capua Vetere
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Redazione Interno
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Un permesso negato a Luigi Nebbia per andare a trovare il fratello Emanuele, in fin di vita in ospedale, ha scatenato forti momenti di tensione al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Circa quindici detenuti si sono barricati al terzo piano del reparto Volturno per quasi tre ore, danneggiando oggetti e arredi.
La protesta
La protesta è rientrata solo dopo l’arrivo del magistrato di sorveglianza e la conseguente trattativa. I detenuti del reparto Volturno, in particolare del terzo piano, della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere hanno inscenato una protesta per la mancata concessione, a uno di loro, di un permesso di necessità ai sensi dell’articolo 30 dell’ordinamento penitenziario.
Il ruolo del garante
Il Garante per i diritti dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, ha smentito la notizia sulla sedicente rivolta di 230 detenuti che si sarebbero barricati nel carcere di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta per la mancata concessione di un permesso a un detenuto per recarsi al funerale di un parente. Secondo Ciambriello, la notizia sarebbe stata diffusa e ingigantita dai sindacati della polizia penitenziaria.
Il carcere sotto i riflettori
La struttura di Santa Maria Capua Vetere finisce nuovamente sotto i riflettori a causa di questi eventi. La tensione rimane alta e la situazione è monitorata costantemente dalle autorità competenti.




