Sgominata la banda dei bancomat, base operativa nel Bresciano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All'alba di giovedì, un'operazione coordinata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Sezione Operativa di Sondrio, che ha visto anche l'impiego di un elicottero nei cieli della Martesana, ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip contro sei persone, tutte originarie dell'Est Europa. Cinque di esse sono state condotte in carcere, mentre una è stata assegnata ai domiciliari; quattro, in particolare, risiedevano in provincia di Brescia, che secondo gli investigatori della Procura di Sondrio costituiva la base logistica del gruppo. L'azione, svoltasi in varie zone della Lombardia e culminata con arresti anche in località come Comazzo, ha posto fine alle attività di un sodalizio criminale fortemente strutturato.

L'organizzazione e i bersagli

La banda, alla quale gli inquirenti attribuiscono il reato di associazione per delinquere finalizzata al furto agito in più province, tra cui quelle di Sondrio, Bergamo e Monza Brianza, si distingueva per una meticolosa suddivisione dei compiti. Ogni membro, infatti, ricopriva un ruolo specifico all'interno di un'articolata gerarchia, il che consentiva al gruppo di colpire con efficacia. I loro obiettivi, selezionati con cura, non erano casuali: prendevano di mira principalmente grandi attività commerciali, come gli store Ovs e i supermercati Lidl e Md, senza trascurare aziende del settore edile o agricolo e, soprattutto, gli sportelli bancomat. Questi ultimi venivano sistematicamente "sfondati" ricorrendo all'esplosivo, una tecnica che denotava una pericolosa specializzazione.

Il colpo di Albosaggia

A innescare le indagini, che hanno progressivamente svelato i legami del gruppo e la sua organizzazione, fu un preciso episodio verificatosi nella notte del 15 dicembre dello scorso anno ad Albosaggia, in provincia di Sondrio. In quell'occasione, i malviventi, dopo essersi assicurati l'anonimato coprendosi il volto e aver manomesso i pali dell'illuminazione pubblica, procedettero a oscurare le telecamere di sorveglianza con della vernice scura. Il metodo per forzare lo sportello del Crédit Agricole fu particolarmente audace: utilizzando l'impulso elettrico generato dal contatto con una batteria rubata da un'autovettura parcheggiata lì vicino, provocarono una detonazione controllata. Il bottino di quella azione, seppur non esorbitante, ammontò a 18mila euro, ma fu la modalità dell'assalto a rivelare l'operato di professionisti del crimine.

La fine delle attività criminali

L'attività investigativa, sviluppatasi meticolosamente a partire da quel evento, è riuscita a ricostruire l'intera catena criminale, individuando con precisione i compiti di ciascuno e le loro responsabilità. L'ordinanza cautelare, che ha condotto alle sei misure restrittive, rappresenta dunque il punto d'arrivo di un lavoro complesso, volto a smantellare una struttura dedita a furti che mettevano a serio rischio l'incolumità pubblica. Con i suoi membri ora sottoposti a restrizioni della libertà personale, la cosiddetta "banda dei bancomat", la cui base operativa era radicata nel Bresciano, vede concluse le sue incursioni nel nord della Lombardia.

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