Vingegaard doma la Bola del Mundo e conquista la Vuelta
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Redazione Sport
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Jonas Vingegaard, che ha appena vinto la Vuelta a España, ha messo fine a ogni dibattito sulla classifica generale con una prestazione di pura forza sull'iconica salita della Bola del Mundo, dove ha conquistato la sua terza vittoria di tappa in questa edizione numero 80 della Corsa Rosa. «Volevo già vincere a Bilbao e l’avrei voluto fare anche sull’Angrilu», ha dichiarato il corridore danese nel consueto post-tappa, «ma la Bola del Mundo è sempre un posto speciale. Oggi stavo meglio rispetto ai precedenti arrivi in salita». Una sensazione, questa, che si è tradotta in un dominio incontrastato, permettendogli di ampliare ulteriormente il vantaggio sui diretti rivali.
Il suo trionfo, che segue i due Tour de France già conquistati, aggiorna un palmarès che lo colloca ormai tra i giganti del ciclismo moderno, aggiungendo la maglia rossa a quelle gialle. A Madrid, domani, salirà sul gradino più alto del podio, accompagnato da Joao Almeida, secondo a 1’16”, e da Tom Pidcock, terzo a 3’11” dal vincitore. Un risultato che, al di là dei numeri, parla della sua crescita in una corsa a tappe iberica che non aveva mai corso prima e che ha saputo gestire con freddezza.
Dietro al capitano, però, si è distinto un gregario di eccezione come Sepp Kuss, il quale – pur essendo stato a sua volta vincore della Vuelta due anni fa – ha ricoperto il ruolo di scudiero di lusso, offrendo un supporto fondamentale e trovando persino la forza per piazzarsi al secondo posto nella tappa di oggi. Una squadra, quella di Vingegaard, che lui stesso ha definito «pazzesca» per il modo in cui si è comportata in queste tre settimane.
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