Cagliari-Napoli, l’orgoglio di Pisacane e la rabbia di una piazza che si affida agli ex
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Redazione Sport
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Fabio Pisacane, in settimana, non ha usato giri di parole. Serve rabbia, ha detto. Una reazione d’orgoglio che, nelle sue intenzioni, dovrà tradursi in qualcosa di concreto sul terreno dell’Unipol Domus, dove questa sera alle 18:30 il Cagliari riceve il Napoli per la trentesima giornata di Serie A. Una sfida che arriva nel momento più complicato della stagione per i sardi, reduci da un ciclo di sei partite senza vittorie—quattro sconfitte e due pareggi—che ha spento gli entusiasmi di una classifica, quella con 30 punti, che comincia a diventare preoccupante. Dall’altra parte, i campioni d’Italia in carica portano con sé il peso specifico di tre successi consecutivi, tutti rifilati con il medesimo punteggio di 2-1, e la terza posizione in graduatoria: 59 punti, praticamente il doppio rispetto ai rossoblù.
Il ritorno di Esposito e il valore aggiunto di chi ha qualcosa da dimostrare
A rendere la sfida ancora più sentita, al di là della tradizionale rivalità tra le due tifoserie, è il fattore “ex” e, soprattutto, il rientro di Sebastiano Esposito. L’attaccante, dopo aver scontato la squalifica rimediata a Pisa per un’ammonizione definita contestatissima—l’arbitro giudicò simulazione un fallo netto subìto da Ramón—torna a piena disposizione. Pisacane, che lo attendeva, lo ricolloca subito al centro del progetto offensivo. Per lui, classe 2002 e originario di Castellammare di Stabia, non si tratta di un ritorno a casa: non ha mai vestito la maglia del Napoli, ma la posta in gioco per un giovane attaccante in cerca di consacrazione è comunque altissima. Diverso il discorso per altri elementi della rosa sarda, che invece quella maglia l’hanno indossata. Michael Folorunsho, Gianluca Gaetano—napoletano doc—ed Elia Caprile, fresco di convocazione in Nazionale, rappresentano il filo diretto con il passato partenopeo. A loro si aggiunge Leonardo Pavoletti, reduce dal primo gol stagionale e destinato alla panchina, a dimostrazione di come la rosa a disposizione di Pisacane mescoli esperienza e motivazioni personali.
Il nervo scoperto delle trasferte e lo striscione della Curva A
A diverse ore dal fischio d’inizio, l’esterno dell’Unipol Domus ha già cominciato a parlare. Lo ha fatto con uno striscione affisso dalla Curva A napoletana, un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: “Senza ultras non c’è partita… basta divieti!”. Una frase che sintetizza il malcontento cresciuto nell’ultimo periodo, quando i tifosi organizzati si sono visti negare la possibilità di seguire la squadra in trasferta, con provvedimenti che hanno colpito in maniera particolare i residenti in Campania. È una protesta che va avanti da mesi, quella contro le limitazioni imposte dalle prefetture, e che trova in questa occasione—un match sentito come quello contro il Cagliari—un palcoscenico naturale per farsi sentire.
La radiocronaca e il contesto di una giornata di sport in Sardegna
Mentre il calcio catalizza l’attenzione, il fine settimana sportivo in Sardegna si articola su più fronti. La Dinamo Sassari sarà impegnata in trasferta a Milano per il basket, mentre la pallavolo si divide tra playoff e impegni di campionato. Per chi resterà incollato alla partita di calcio, la voce di Lele Casini e Carlo Alberto Melis accompagnerà la radiocronaca su Videolina e Radiolina. Ma il campo, questa sera, parlerà attraverso le gambe di chi scenderà in campo. Pisacane lo ha detto chiaramente: la squadra deve trasformare la difficoltà oggettiva del momento in una scossa nervosa, quella “rabbia” che, nelle sue parole, non è un vezzo retorico ma una necessità tattica e mentale per provare a fermare la corsa di un Napoli che, dal canto suo, non vuole perdere il contatto con le primissime posizioni.




