Cagliari, un'emergenza che ridisegna la squadra per il Como: out in sei, Pisacane si affida ai giovani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vigilia del match dell’Unipol Domus, che domani pomeriggio metterà di fronte Cagliari e Como per la ventottesima giornata di Serie A, porta con sé una ridda di defezioni con cui mister Fabio Pisacane deve necessariamente fare i conti. La lista dei convocati, diramata nella tarda serata di ieri, presenta più di qualche nome illustre fuori dai giochi, dipingendo la fotografia di un organico in emergenza. Oltre ai lungodegenti – tra cui spicca l’assenza prolungata di Andrea Belotti, fermo ai box da settembre – l’allenatore dei sardi deve rinunciare a elementi cardine del centrocampo e del reparto arretrato. Gianluca Gaetano e Alessandro Deiola non hanno recuperato dai rispettivi fastidi muscolari, così come rimangono ai margini Mazzitelli, Felici e Borrelli, tutti alle prese con programmi di lavoro differenziati in vista di un rientro che, al momento, non ha una data certa. La novità più significativa, però, è rappresentata dallo stop dell’ultima ora di Yerry Mina.

L’affaticamento di Mina e la filosofia tattica di Pisacane

Il colombiano, già out per squalifica nella trasferta di Parma, avrebbe dovuto rappresentare il pilastro della retroguardia, ma un affaticamento muscolare lo ha costretto a rimanere negli spogliatoi. “Mina non ci sarà – ha confermato Pisacane nel corso della conferenza stampa di presentazione del match – e il nostro piano gara, che stiamo preparando da due giorni, non cambia in presenza o meno del giocatore”. Una dichiarazione, questa, che tradisce una certa filosofia: l’assenza di un singolo, per quanto importante come il centrale sudamericano, non deve stravolgere l’identità della squadra, ma anzi, deve esaltare le alternative a disposizione, che in questo momento portano i nomi di giovanissimi provenienti anche dalla formazione Primavera. Tra i convocati figurano infatti Andrea Cogoni, Ivan Sulev, Roberto Malfitano e l’attaccante Paul Mendy, a testimonianza di una panchina che si fa inevitabilmente più corta e inesperta.

Folorunsho, dalla prodezza di Parma a possibile titolare

Proprio in virtù di queste assenze, l’attenzione dei tifosi e del tecnico si concentra su chi, invece, quel recupero lo ha completato. Michael Folorunsho, autore del gran gol allo stadio Tardini che ha regalato un punto prezioso ai rossoblù, si candida con forza per una maglia dal primo minuto. Pisacane, analizzando le possibili soluzioni offensive, ne ha sottolineato la duttilità: l’ex centrocampista del Napoli rappresenta un’alternativa valida sia nel cuore della mediana che come attaccante aggiunto, qualora si volesse attaccare la profondità con maggiore insistenza. La sua capacità di inserimento e la fisicità potrebbero rivelarsi armi preziose contro una squadra come quella di Cesc Fàbregas, capace di palleggiare con qualità e di soffrire, talvolta, l’aggressività degli avversari. La cerniera di centrocampo, verosimilmente composta da Adopo e Sulemana a supporto di Folorunsho, dovrà sopperire alla mancanza di geometrie che Gaetano avrebbe potuto garantire, puntando sulla dinamicità e sull’impatto fisico.

Il valore dell’avversario e la classifica che scotta

Dall’altra parte, il Como arriva all’appuntamento forte di un’identità ben precisa e di un progetto tecnico che, come ha ricordato lo stesso Pisacane, affonda le radici in una filosofia di calcio posizionale che lui dice di stimare. I lariani, reduci dall’impegno infrasettimanale di Coppa Italia contro l’Inter, viaggiano sulle ali dell’entusiasmo e occupano una posizione di classifica invidiabile, a ridosso della zona Champions League. Una vittoria per loro varrebbe doppio, considerando che domenica al Sinigaglia arriverà la Roma di Claudio Ranieri, in un big-match che potrebbe già dire molto sulle pretendenti all’Europa. Per il Cagliari, invece, l’obiettivo è più terra terra ma non meno vitale: allungare la distanza dalla zona calda e ritrovare quei tre punti che mancano dal 4-0 inflitto al Verona dello scorso gennaio. La sfida si gioca anche su questi binari paralleli, dove da un lato c’è la ricerca del sogno e dall’altro la necessità di cementare una salvezza che, numeri alla mano, è tutt’altro che al sicuro. La direzione, per i sardi, è affidata a un gruppo ringiovanito e rimaneggiato, chiamato a rispondere sul campo dove le assenze, si sa, contano fino a un certo punto.

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