Milano, Sala affida l’urbanistica alla vicesindaca Scavuzzo: una soluzione temporanea che non convince il Pd

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La questione urbanistica a Milano, nodo cruciale per un’amministrazione già sotto pressione, rimane nelle mani di Beppe Sala, che però ha scelto di delegarne temporaneamente la gestione alla vicesindaca Anna Scavuzzo. Già assessora all’Educazione, Scavuzzo si trova ora a dover affrontare un dossier spinoso, quello della Rigenerazione Urbana, lasciato vacante dopo le dimissioni di Giancarlo Tancredi, indagato nell’inchiesta della procura che coinvolge lo stesso Sala tra i 74 nominativi. «Non voglio prendere decisioni affrettate», ha spiegato il sindaco, sottolineando come si tratti di una mossa provvisoria, dettata dalla necessità di «fare la scelta giusta con calma».

La difficoltà nel trovare un nuovo assessore, però, non è l’unico problema che grava sull’amministrazione. Con il Pgt, il Piano di governo del territorio, che dovrebbe essere approvato entro il 2027, il rischio è quello di un rallentamento inevitabile, complicato ulteriormente dalle indagini in corso. «A qualcuno le deleghe vanno date», ha aggiunto Sala, quasi a giustificare una scelta obbligata, ma che lascia intravedere un certo disagio.

Dal Partito democratico, principale forza di maggioranza, arriva però una richiesta chiara: «Ci coinvolga». La preoccupazione è che, senza un confronto più ampio, le decisioni sull’assetto urbano della città possano essere prese in solitudine, aggravando ulteriormente una situazione già delicata. Intanto, la procura continua a indagare, e ogni passo dell’amministrazione viene analizzato con sospetto.

Quella che doveva essere una «legislatura di due anni», nata per superare lo stallo politico, si rivela dunque un percorso in salita. Se da un lato Sala cerca di mantenere il controllo sulle scelte più importanti, dall’altro la mancanza di una figura stabile all’Urbanistica rischia di paralizzare un settore chiave per lo sviluppo della città. La battuta di un dirigente, che ha ironizzato sul fatto che il sindaco «forse non piangeva di commozione» nell’annunciare la decisione, rende bene l’idea del clima teso che si respira a Palazzo Marino

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.