Carburanti, si va verso una nuova proroga del taglio delle accise sul diesel

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo si prepara a un altro rinvio sul fronte del caro carburanti. Alla scadenza di mezzanotte di giovedì 17 settembre, quando terminerà l'attuale sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio, l'esecutivo dovrebbe varare una nuova proroga di una settimana, rinviando ancora una volta la definizione delle misure selettive promesse da settimane. Lo riferiscono fonti qualificate, mentre il Consiglio dei ministri è convocato per domani alle 16:30, con all'ordine del giorno anche un provvedimento in materia di scuola.

Difficilmente si arriverà già domani al varo degli aiuti mirati su cui l'esecutivo lavora da tempo. Il rebus riguarda soprattutto la platea dei beneficiari e le coperture finanziarie. Sul tavolo restano ipotesi diverse: un bonus una tantum da 100 euro per i lavoratori, legato a soglie Isee, oppure un contributo fino a 200 euro erogato attraverso i fringe benefit aziendali, sul modello sperimentato nel 2022. Nessuna delle due strade convince pienamente la maggioranza.

La Lega di Matteo Salvini ha espresso perplessità sul criterio dell'Isee, sostenendo che rischierebbe di escludere il ceto medio, mentre le associazioni dei consumatori hanno definito sbagliata la strada delle misure puramente assistenziali, chiedendo che eventuali aiuti selettivi si affianchino e non sostituiscano il taglio generalizzato delle accise.

L'attesa si consuma mentre i listini continuano a salire. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio prezzi del Mimit, il gasolio in modalità self service ha sfondato quota 2,3 euro al litro sulla rete autostradale, raggiungendo 2,313 euro, mentre la benzina è salita a 2,212 euro. Sulla rete stradale ordinaria il diesel self costa 2,231 euro al litro e la verde 2,120 euro. Si tratta di valori che, in assenza di un rinnovo dello sconto, farebbero scattare dal 18 settembre un rincaro immediato di circa 8,50 euro su un pieno da 50 litri di gasolio.

La benzina resta esclusa dalla riduzione delle accise, che riguarda esclusivamente il diesel e i carburanti paraffinici ottenuti da sintesi o idrotrattamento, come stabilito dal decreto-legge n. 157/2026.

Il rinvio avrebbe anche una funzione tecnica. Una nuova proroga di sette giorni permetterebbe di arrivare al 22 settembre, quando l'Istat diffonderà l'aggiornamento sui conti pubblici. Se il rapporto deficit-Pil dovesse scendere sotto la soglia del 3%, l'Italia potrebbe rafforzare il percorso di uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, aprendo margini di bilancio maggiori per finanziare gli aiuti selettivi. La proroga di una settimana decisa la scorsa volta è costata circa 86 milioni di euro.

Nel frattempo, i tecnici parlamentari hanno sollevato interrogativi sulle quantificazioni delle coperture utilizzate nei decreti che si sono susseguiti nelle ultime settimane, evidenziando difficoltà nel ricostruire con precisione l'impatto sulle entrate legate ad accise, Iva, Ires e Irap.

Le divisioni interne all'esecutivo complicano il quadro. Matteo Salvini ha ribadito la necessità di ampliare la platea dei beneficiari, proponendo un contributo dalle banche che, ha detto, chiuderanno l'anno «con oltre 50 miliardi di utili», e ha difeso il taglio generalizzato delle accise ricordando che il governo italiano è quello che ha speso di più in Europa per contenere i prezzi, con quasi 3 miliardi di euro stanziati. Forza Italia, dal canto suo, ha richiamato l'attenzione sui pensionati, considerando il loro ruolo nella gestione quotidiana delle famiglie.

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