Romario difende Ronaldo: "Avrei fatto lo stesso, ma prima avrei mandato Jorge Jesus a quel paese"
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Redazione Sport
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La bufera che avvolge Cristiano Ronaldo e la nazionale portoghese continua ad allargarsi, e nelle ultime ore è arrivata anche la voce di una leggenda del calcio mondiale. Romário, campione del mondo nel 1994 con il Brasile, è intervenuto nel dibattito sulla rottura tra il capitano del Portogallo e il commissario tecnico Jorge Jesus, schierandosi con decisione dalla parte del 41enne attaccante dell'Al-Nassr.
La posizione di Romário
Intervenuto al podcast brasiliano "Charla Podcast", l'ex attaccante ha spiegato di comprendere perfettamente la scelta di Ronaldo di abbandonare il ritiro della nazionale lusitana. "Ronaldo si è sentito screditato e sentiva di non avere più alcuna importanza, quindi se n'è andato. Tutto qui. Se fosse andata così, avrei fatto lo stesso", ha dichiarato Romário.
Il campione del mondo ha poi aggiunto un dettaglio che ha fatto rapidamente il giro del web: secondo lui, l'unico vero errore commesso dal numero 7 portoghese è stato quello di non aver mandato prima a quel paese il commissario tecnico.
Gli accordi traditi e la ricostruzione di Ronaldo
Per capire le ragioni di una frattura tanto clamorosa, bisogna ripercorrere i passaggi che hanno portato alla rottura. Secondo la versione diffusa dal giornalista britannico Piers Morgan, amico dello stesso Ronaldo, il nodo centrale non sarebbe mai stato il minutaggio o la pretesa di giocare sempre da titolare. Ronaldo avrebbe accettato il piano di gestione proposto da Jorge Jesus, che prevedeva un impiego calibrato e non la presenza fissa in campo. Il problema sarebbe sorto quando gli accordi verbali presi con il tecnico non sono stati rispettati.
In particolare, dopo la gara contro il Galles, durante la quale sarebbe dovuto rimanere in campo per tutti i 90 minuti ma fu sostituito al 67', il ct avrebbe garantito a Ronaldo una trentina di minuti nella successiva partita contro la Norvegia. L'attaccante si è scaldato a lungo, ha atteso il proprio ingresso, ma quella chiamata dalla panchina non è mai arrivata. Da qui la sensazione di essere stato tradito, che lo ha portato a lasciare il raduno.
Le parole della madre Dolores
A gettare ulteriore luce sul clima vissuto in famiglia è intervenuta anche Dolores Aveiro, madre del calciatore. Intervistata dalla rivista portoghese TV 7 Dias, la donna non ha nascosto il proprio dispiacere: "Sono triste, è normale. È stato uno shock, mio figlio avrebbe potuto uscire dalla porta principale e invece è uscito dalla porta secondaria, ma va bene, ci penserà Dio".
Dolores ha poi rivelato il contenuto della prima telefonata avuta con il figlio dopo l'accaduto, durante la quale Ronaldo l'avrebbe rassicurata con queste parole: "Mamma, non ti preoccupare, ti dirò la verità quando saremo tutti insieme". La madre del cinque volte Pallone d'Oro ha anche sottolineato come, a suo avviso, il figlio non riceva in patria il riconoscimento che merita, definendolo "sempre l'eroe del Portogallo".
Il gelo social dei compagni di nazionale
A completare il quadro di una vicenda che ha spaccato l'ambiente portoghese è arrivato un dettaglio che la stampa lusitana ha immediatamente notato. Il lungo post di chiarimento pubblicato da Ronaldo sui propri profili social, nel quale il capitano ha ricostruito la propria versione dei fatti e ha chiesto scusa ai compagni e ai tifosi, ha generato numeri enormi: oltre 18 milioni di like su Instagram e circa 1,5 milioni di reazioni su Facebook.
Eppure, nonostante la portata mediatica del messaggio, nessun giocatore della nazionale portoghese ha lasciato un "mi piace" o un commento di sostegno sotto le parole del 41enne. Un silenzio assordante, sottolineato da diversi osservatori, che coinvolge persino i compagni con cui Ronaldo ha condiviso più anni in nazionale e che viene letto come una presa di distanza dalla sua posizione, in favore di una linea di neutralità per non essere coinvolti nella spaccatura con la Federazione e con il commissario tecnico.
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