Stellantis, Mirafiori riparte tra incertezze e cassa integrazione
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Redazione Economia
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Dopo sette settimane di stop, lo stabilimento Stellantis di Mirafiori riapre i battenti lunedì, ma con timori di nuova cassa integrazione. Per 3.000 lavoratori, infatti, è previsto un contratto di solidarietà al 20% fino a dicembre. La produzione della Fiat 500e riprenderà solo il 2 settembre e su un unico turno.
Governo chiede più impegno nella fabbrica di batterie ACC
La joint venture per la produzione di celle per batterie, nota come Automotive Cells Company (ACC), che coinvolge Stellantis, Mercedes-Benz e Total Energies, ha recentemente interrotto i lavori di costruzione in due dei suoi tre stabilimenti previsti, a Kaiserslautern in Germania e a Termoli in Italia. Il governo italiano ha chiesto maggiore impegno a Stellantis per la fabbrica di Termoli, ma l'azienda sembra prendere tempo.
Rischio di perdere contributi pubblici
La discrepanza tra i tempi del governo italiano e quelli di Stellantis potrebbe portare alla perdita di 350 milioni di contributi pubblici, di cui 250 legati al PNRR, per la conversione della fabbrica di Termoli in una gigafactory di motori elettrici. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha lanciato un ultimatum a Stellantis, ma l'azienda non sembra intenzionata a rispondere.
Sindacati e governo chiedono risposte
Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, ha sottolineato che, con la cassa integrazione in scadenza nel 2025 e il rischio di perdere 25.000 posti di lavoro, Stellantis deve fornire risposte concrete. Il governo, dal canto suo, non intende fare la figura del Ponzio Pilato e ha ribadito la necessità di un maggiore impegno da parte dell'azienda.




