Spread btp-bund in calo, il mercato assorpite le parole di Davos

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Apre in calo, in una mattinata di giovedì segnata da una volatilità che sembra attenuarsi, lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, portandosi poco al di sotto dei 64 punti base dopo aver toccato i 66 nel giorno precedente. Un passo indietro, quello del differenziale, che segue da vicino il discorso tenuto al World Economic Forum di Davos dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale, com'è noto, ha parzialmente rivisto le proprie posizioni riguardo alla questione della Groenlandia. Un aggiustamento di rotta, quello della diplomazia americana, che ha contribuito a placare almeno in parte le acque dei mercati finanziari, i quali, va detto, restano comunque in allerta per eventuali nuove dichiarazioni che potrebbero giungere dal forum svizzero e riguardare, oltre alle relazioni transatlantiche, anche la politica monetaria della Federal Reserve.

Un quadro europeo in chiaroscuro

Il movimento di contrazione, per quanto lieve, non interessa soltanto il nostro paese ma si estende, seppur con dinamiche differenti, a gran parte delle principali economie dell'area euro, le quali beneficiano di un clima geopolitico momentaneamente meno teso. La stabilizzazione, tuttavia, non coincide con un parallelismo perfetto nei rendimenti, i quali presentano andamenti divergenti: se da un lato quelli dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano infatti in un leggero rialzo generale, è interessante notare come il costo di finanziamento del Bund decennale tedesco si attesti al 2,87%, mentre il corrispettivo Btp italiano viaggi su un livello sensibilmente più alto, fissato al 3,51%. Una forbice che, nonostante la riduzione dello spread, continua a testimoniare le differenti percezioni del rischio associate ai due emittenti.

La dinamica dei rendimenti e la pressione sugli interessi

In questo contesto, si registra una relativa stabilità dei rendimenti, i quali mostrano variazioni minime dopo le turbolenze delle sessioni precedenti, mentre si alzano, in una mossa attesa dagli analisti, gli interessi sui Bund tedeschi. La corsa dello spread, che nelle giornate scorse aveva mostrato picchi accentuati toccando anche i 65 punti base a causa delle schermaglie internazionali e di una posizione italiana giudicata ambigua su alcuni dossier, appare quindi momentaneamente frenata. Quel differenziale, che in apertura di mercato aveva per un attimo sfiorato nuovamente la soglia psicologica dei 65 punti, si è poi rapidamente riportato su valori di poco inferiori, confermando una tendenza al contenimento che, almeno nel breve termine, pare prevalere.

Le analisi e il focus sulle obbligazioni

Gli economisti di Commerzbank, tra gli altri, avevano messo in guardia circa la possibilità che gli interventi a Davos potessero innescare ulteriori episodi di instabilità nei mercati obbligazionari, un monito che per ora non si è concretizzato in uno shock ma che mantiene viva l'attenzione degli operatori. Le conseguenze delle tensioni recenti, del resto, avevano avuto un effetto particolarmente marcato proprio sulla coppia di titoli italiano e tedesco, lasciando invece più indistinti gli altri differenziali europei. La domanda su quali titoli sia preferibile orientare gli investimenti in periodi di simile incertezza rimane dunque aperta, con l'instabilità che continua a caratterizzare, seppur in misura minore, l'andamento dei titoli di Stato nazionali, i quali faticano a staccarsi da rendimenti consolidati in chiusura di gennaio.

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