Mosca annuncia attacchi massicci al settore energetico ucraino, nuova escalation nella guerra
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Redazione Esteri
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La Russia ha ufficialmente annunciato, nella giornata di oggi, che le sue forze armate stanno preparando una serie di "attacchi massicci" mirati agli impianti del settore energetico dell'Ucraina, un'offensiva che segna una decisa e pericolosa intensificazione del conflitto in corso da ormai oltre due anni.
L'avvertimento, diffuso attraverso un comunicato del ministero della Difesa russo sulla piattaforma Telegram, arriva al culmine di una settimana già segnata da violentissimi scambi di colpi e da una retorica sempre più aggressiva da entrambe le parti, con Mosca che giustifica la mossa come una risposta diretta ai "continui attacchi del regime di Kiev" contro le infrastrutture civili e il complesso petrolifero ed energetico della Federazione Russa.
La rappresaglia annunciata e il contesto degli scontri
Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe, tra cui la Tass, i vertici militari del Cremlino avrebbero già impartito le istruzioni operative per avviare i preparativi logistici e tattici necessari a sferrare questa nuova offensiva, che si preannuncia come una delle più concentrate dall'inizio delle ostilità contro le reti elettriche e le strutture energetiche dell'Ucraina.
"Secondo le istruzioni ricevute, le Forze armate della Russia hanno iniziato a prepararsi a effettuare attacchi massicci contro impianti energetici in Ucraina", si legge nella nota ufficiale del dicastero della Difesa di Mosca, che non ha fornito dettagli specifici sulle tempistiche o le modalità delle operazioni, ma che ha chiaramente inquadrato l'azione come una misura di rappresaglia.
L'annuncio giunge infatti a poche ore di distanza da una delle ultime, tragiche incursioni, e si inserisce in un contesto di escalation reciproca che ha visto moltiplicarsi i raid aerei e i bombardamenti sulle retrovie nemiche, con entrambe le fazioni che accusano l'avversaria di colpire bersagli civili.
La strage di Bucha e l'offensiva sulle infrastrutture
L'avvertimento formale di Mosca arriva il giorno dopo un raid che ha causato almeno 38 vittime tra i militari ucraini, avvenuto su un deposito dell'esercito a Bucha, località già tristemente nota per le atrocità scoperte nella primavera del 2022 e che torna così al centro dell'attenzione per l'ennesima, tragica recrudescenza della violenza bellica.
Se da un lato la Russia rivendica la necessità di colpire gli impianti energetici per indebolire la macchina logistica e industriale di Kiev, dall'altro la scelta di prendere di mira in modo sistematico e dichiarato le infrastrutture civili solleva interrogativi sulle conseguenze umanitarie di una strategia che, nelle scorse stagioni invernali, ha già provocato blackout e sofferenze diffuse tra la popolazione ucraina.
Il ministero della Difesa russo, nel suo intervento, ha ribadito che tali azioni costituirebbero una risposta ai raid di Kiev contro il complesso petrolifero ed energetico della Russia, un' accusa che le autorità ucraine respingono fermamente, definendo gli attacchi russi come un atto di terrorismo di Stato volto a piegare la resistenza civile.
Preparativi e possibili sviluppi sul campo
Le parole del ministero della Difesa russo, che parla esplicitamente di "attacchi massicci" contro "impianti del settore energetico", suggeriscono una pianificazione su larga scala che potrebbe coinvolgere l'uso di missili da crociera e droni kamikaze, già ampiamente impiegati nelle settimane precedenti per fiaccare la capacità di approvvigionamento elettrico dell'Ucraina.
L'intensificazione degli attacchi registrata negli ultimi mesi, con una frequenza quasi quotidiana di allarmi aerei e esplosioni nelle principali città, ha costretto le autorità di Kiev a predisporre piani di emergenza per la protezione delle centrali e delle sottostazioni, mentre gli alleati occidentali promettono nuovi sistemi di difesa aerea per contrastare la minaccia incombente.
Mentre la diplomazia internazionale tenta faticosamente di trovare spiragli per una tregua, la realtà sul terreno indica una chiara volontà di Mosca di proseguire nella strategia dell'escalation, utilizzando l'inverno come potenziale alleato e le infrastrutture energetiche come un obiettivo strategico di primaria importanza per logorare la resistenza ucraina e costringere il governo di Volodymyr Zelensky a trattare da una posizione di debolezza.
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