Giovanni Franzoni, il fenomeno degli sci che non si ferma più

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Redazione Sport Redazione Sport   -   "Ero abbastanza teso in partenza", ha ammesso, con una schiettezza disarmante, Giovanni Franzoni, subito dopo aver incastonato un altro gioiello nella sua stagione favolosa. Parlando ai microfoni di Rai Sport, il ventitreenne ha confessato l'emozione provata di fronte alla "parete di gente" che, dai bordi della pista, urlava il suo nome sul mitico tracciato di Wengen. Quella tensione, tuttavia, si è tramutata in una nuova, splendida medaglia: un terzo posto nella discesa libera del Lauberhorn, che arriva a soli ventiquattro ore dal trionfo nella superG. Un weekend, per usare le sue stesse parole, "fenomenale", il cui valore simbolico e tecnico supera di gran lunga il semplice dato cronometrico.

La doppia prova di forza sul terreno degli dei

Il tempio della velocità, dove si sono scritte intere pagine della storia di questo sport, ha infatti tributato un nuovo, fragoroso applauso allo sciatore italiano. Un talento cristallino, il suo, che si sta rivelando nella sua interezza proprio nell'anno più carico di aspettative, a poche settimane dall'appuntamento iridato di Milano-Cortina. La prova di sabato, disputata su un tracciato accorciato a causa del vento forte in quota – con partenza abbassata al salto dell'Hundschopf –, rappresentava un banco di prova ancor più insidioso per Franzoni, costretto a lottare con il pettorale numero 28. Una condizione che, di solito, limagna le speranze dei più, ma che per lui è diventata l'occasione per una rimonta spettacolare, chiusa con il tempo di 1.34.04.

Il confronto con i giganti e il volo verso Cortina

A dominare la classifica, confermando uno stato di grazia ormai prolungato, è stato lo svizzero Marco Odermatt, capace di conquistare la sua cinquantaduesima vittoria in Coppa del Mondo – la quarta consecutiva proprio in discesa a Wengen – con un perentorio 1.33.14. Tra i due, si è piazzato l'austriaco Vincent Kriechmayr. Questo podio, che vede Franzoni misurarsi e brillare accanto a campioni consolidati, non è semplicemente un risultato; è una dichiarazione di appartenenza all'olimpo dello sci veloce mondiale. Un secondo podio in discesa in questa stagione, dopo quello colto in Val Gardena, che consolida una progressione tanto rapida quanto inesorabile.

Non più una promessa, ma un campione a tutti gli effetti

Quello che si sta materializzando, dunque, è il compimento di un percorso. Giovanni Franzoni, classe 2001, non è più soltanto una delle tante promesse della white economy italiana: i fatti, numeri alla mano, lo indicano ormai come uno dei protagonisti assoluti della velocità, capace di eccellere in entrambe le specialità tecnicamente più impegnative. Il terzo posto di Wengen, arrivato a ruota di una vittoria, è la conferma di una solidità mentale e di una preparazione atletica che lo proiettano tra i nomi da cui ci si aspetta, ormai, sempre una prestazione di vertice. Un dato di realtà, questo, che alimenta legittimamente le attese per l'imminente kermesse olimpica in casa, dove il suo nome sarà inevitabilmente tra i più osservati e acclamati.

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