Giovanni Franzoni secondo nella discesa di Courchevel, Coppa del mondo a Odermatt

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’attesa per una vittoria austriaca in discesa libera, una disciplina che per anni aveva rappresentato un dominio quasi incontrastato, si è infine conclusa sulle nevi di Courchevel, dove Vincent Kriechmayr è riuscito a spezzare un digiuno che durava da ventitré gare, imponendosi con il tempo di 1’47”26. Il trentaquattrenne di Linz, che già a Soldeu nel 2023 aveva regalato l’ultimo successo alla sua nazionale, ha dovuto lottare centesimo dopo centesimo, trovando sulla sua strada un Giovanni Franzoni in stato di grazia, capace di fermarsi a soli nove centesimi dal vincitore e confermarsi, se mai ve ne fosse stato bisogno, come l’autentica rivelazione di questa stagione. Il quasi venticinquenne bresciano delle Fiamme Gialle, forte dell’argento olimpico conquistato a Milano Cortina 2026, ha disputato una prova di sostanza e coraggio, sfruttando al meglio i curvoni centrali del tracciato francese per tenere testa ai più esperti avversari e salendo sul secondo gradino del podio davanti a un pubblico numeroso e partecipe. A completare la triade dei migliori, con un ritardo di trentuno centesimi, ci ha pensato Marco Odermatt, il dominatore assoluto di questa Coppa del Mondo 2025/2026, che con questo piazzamento ha potuto mettere in cassaforte non solo la coppetta di specialità della discesa, ma anche, e soprattutto, il quinto Globo di Cristallo consecutivo della sua già straordinaria carriera.

La fatica di Parigi e il riscatto di Kriechmayr, mentre Odermatt allunga in classifica

Se per l’Austria il ritorno alla vittoria rappresenta una boccata d’ossigeno in una stagione non sempre all’altezza delle proprie tradizioni, per l’Italia arrivano indicazioni contrastanti da Courchevel. Da un lato, la prestazione di Franzoni – che lo proietta all’ottavo posto nella graduatoria generale e al terzo in quella di discesa – lascia ben sperare in ottica futura, ma dall’altro lato la prova di Dominik Paris, quindicesimo a un secondo e cinquantotto, ha evidenziato tutte le difficoltà di un atleta poco a suo agio con una tracciatura ricca di curve e cambi di ritmo. L'altoatesino, insieme a Benjamin Jacques Alliod, quattordicesimo, e a Mattia Casse, diciottesimo, ha pagato dazio in una pista che premiava la sciata rotonda e la capacità di interpretare il muro centrale, caratteristiche che invece hanno esaltato Kriechmayr e lo stesso Franzoni, il quale ha dimostrato di poter lottare ad armi pari con i big della disciplina anche in assenza di quelle velocità di punta che per anni avevano contraddistinto la scuola italiana. La défaillance di Franjo Von Allmen, uscito vistosamente dopo un errore in un lungo curvone a destra, ha definitivamente spianato la strada a Odermatt per la conquista della coppetta di discesa, un trofeo che il nidvaldese aggiunge alla sua bacheca con la solita, impressionante, regolarità.

La rimonta di Franzoni nella generale e il duello con Paris per il podio di specialità

Osservando la classifica di specialità, emerge con chiarezza come la discesa libera maschile stia vivendo una fase di profondo rinnovamento, con il nome di Giovanni Franzoni che si inserisce prepotentemente tra i grandissimi. Il bresciano, forte di trecentocinquantaquattro punti, si trova a difendere un margine risicato su Dominik Paris nell’ultima gara in programma a Kvitfjell, località norvegese dove peraltro lo stesso Franzoni ha sempre dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio, come del resto lo stesso Paris, e dove il duello per il terzo posto finale nella graduatoria di disciplina si preannuncia infuocato. Da non sottovalutare, in questo contesto, il ritorno in grande stile di Vincent Kriechmayr, che con il successo odierno si è portato a ridosso dei due azzurri, minacciando quella posizione di prestigio che rappresenterebbe un traguardo storico per lo sci italiano. Alle spalle dei protagonisti, la pattuglia azzurra ha comunque ben figurato con Christof Innerhofer, ventesimo, e Guglielmo Bosca, ventiseiesimo, entrambi capaci di difendere la propria posizione utile per l’accesso alle finali, confermando la buona salute di un movimento che, nonostante qualche battuta d'arresto, riesce sempre a piazzare diversi uomini nei punti.

Il quinto sigillo di Odermatt, una dinastia senza fine nello sci mondiale

La matematica, a Courchevel, ha semplicemente ratificato ciò che appariva evidente ormai da settimane: Marco Odermatt è, ancora una volta, il re incontrastato della Coppa del Mondo. Il vantaggio di seicentotrentadue punti sul brasiliano Lucas Pinheiro Braathen, quando mancano sei gare al termine della stagione, testimonia la superiorità schiacciante di un atleta che non conosce rivali e che, gara dopo gara, costruisce un’eredità sportiva destinata a rimanere negli annali. Il terzo posto odierno, ottenuto con una certa sofferenza nei settori centrali ma gestito con l’intelligenza del campione, gli è valso il quinto Globo di cristallo consecutivo, un’impresa che pochi avevano realizzato prima di lui e che colloca il ventottenne svizzero in un’olimpe di fuoriclasse assoluti. Con le coppette di discesa già in tasca e i favori del pronostico per quelle di supergigante e gigante, Odi può ora affrontare il rush finale di stagione con la serenità di chi ha già centrato l’obiettivo principale, lasciando agli altri il compito di giocarsi le briciole e a Franzoni quello di inseguire quel podio nella graduatoria di discesa che rappresenterebbe la ciliegina sulla torta di una stagione già memorabile per il movimento italiano.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.