Giovanni Franzoni irrompe in Coppa del Mondo, podio a Wengen dopo il primo successo
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Redazione Sport
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L’azzurro Giovanni Franzoni non smette di stupire, confermando in Svizzera una forma smagliante che proietta il suo nome tra i protagonisti assoluti della stagione. Dopo aver colto, nella giornata di ieri, il primo successo in carriera nel SuperG, lo sciatore italiano ha replicato con un altro exploit di altissimo livello piazzandosi sul terzo gradino del podio nella discesa libera del leggendario Lauberhorn di Wengen. A prevalere in una prova condizionata dal vento in quota – che ha imposto un tracciato notevolmente accorciato rispetto al consueto – è stato lo svizzero Marco Odermatt, capace di cogliere il suo cinquantaduesimo successo in Coppa del Mondo e il quarto consecutivo proprio nella discesa di casa, precedendo sul traguardo l’austriaco Vincent Kriechmayr e, appunto, il nostro Franzoni.
Una prova di carattere sul tracciato della Kernen-S
Se il giorno precedente aveva regalato l’ebbrezza di un traguardo mai raggiunto prima, l’impresa di oggi assume i contorni di una conferma ancor più significativa, maturata in condizioni psicologiche e tecniche non semplici. Partire con il pettorale numero 28, infatti, significa affrontare una pista già solcata da molti altri concorrenti e dunque potenzialmente deteriorata, dopo aver dovuto gestire l’inevitabile carica emotiva seguita al trionfo in SuperG. Franzoni, che in partenza ha ammesso di aver avuto una certa tensione, è riuscito a concentrarsi sull’essenziale: “Mi sono detto ‘guarda, stai facendo uno sport bellissimo davanti a un sacco di gente’”, ha raccontato ai microfoni di Rai Sport. Il risultato, un terzo posto in 1’34”04 a meno di un secondo da Odermatt – autore di un tempo di 1’33”14 –, è frutto di una discesa tecnicamente impeccabile e di un coraggio non comune, tanto che alcuni osservatori hanno notato come, in alcuni tratti della temibile Kernen-S, nessuno abbia sciato con la stessa aggressività e precisione del bresciano.
La reazione di Franzoni e il peso del podio
“È stato un weekend fenomenale, non ho parole – ha proseguito l’atleta –, fare il primo podio in discesa qui…”. Queste sue parole racchiudono il valore di una doppia prestazione che va oltre il mero risultato cronometrico. Il podio in discesa libera a Wengen, infatti, rappresenta un sigillo di prestigio internazionale, un biglietto da visita che pochi possono vantare e che certifica una progressione costante. Lo stesso Odermatt, dominatore della specialità, ha riconosciuto di aver temuto l’azzurro fino all’ultimo, un dettaglio che la dice lunga sulla rispettabilità ormai conquistata da Franzoni nel circo bianco. I tempi della gara, peraltro, sono stati talmente compressi da risultare persino inferiori a quelli registrati nella prova di SuperG vinta dall’italiano, ulteriore segnale di una competizione serrata e di un livello altissimo.
Il momento d’oro e lo scenario che si apre
Due gare, due podi con in mezzo la prima vittoria in carriera: il bilancio del weekend elvetico non potrebbe essere più positivo per Giovanni Franzoni, che ha dimostrato di possedere, oltre al talento, anche la freddezza necessaria per gestire la pressione delle grandi occasioni. Questo doppio risultato, arrivato in una delle piste più iconiche e difficili del mondo, fornisce una solida base di continuità e proietta l’atleta verso i prossimi appuntamenti con una rinnovata fiducia. La sua performance, del resto, non solo gli vale un posto sempre più solido nella ristretta cerchia degli uomini da battere in discesa, ma alimenta naturalmente le discussioni sui ruoli e le ambizioni in vista dei prossimi impegni internazionali, dove la sua presenza si annuncia ormai come un fattore decisivo.




