Il weekend d'oro di Giovanni Franzoni, podio in discesa a Wengen dopo il trionfo in SuperG

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’inverno elvetico, che spesso riserva condizioni estreme, ha costretto gli organizzatori a un tracciato accorciato con partenza dall’Hundschopf, a causa del vento insistente che imbiancava le cime più alte; una scelta tecnica, quella, che non ha però spento l’attesa per una delle classiche più prestigiose del circo bianco. Marco Odermatt, il cui dominio in questa stagione appare spesso incontrastabile, ha ripristinato l’ordine delle gerarchie – dopo la smentita del giorno precedente – chiudendo la prova in 1’33”14 e cogliendo una vittoria che rafforza ulteriormente la sua leadership nelle classifiche di specialità e generale. Alle sue spalle si è piazzato l’esperto austriaco Vincent Kriechmayr, staccato di 79 centesimi, a dimostrazione di come il talento puro, quando si forgia con l’esperienza, sappia sempre proporsi nei momenti decisivi.

La conferma di Franzoni, da Brescia alle vette della Coppa del Mondo

La vera novità, che ormai assume i contorni di una piacevole consuetudine, si chiama ancora Giovanni Franzoni. L’azzurro, fresco del primo successo in carriera conquistato venerdì nel SuperG sulla stessa neve di Wengen, ha infatti centrato un altro fondamentale risultato, agguantando il terzo posto a 90 centesimi da Odermatt. Partito con il pettorale numero 28, un dato che ne evidenziava non certo lo status di favorito ma la crescita costante, il bresciano ha disegnato una discesa di equilibrio e coraggio, gestendo la pressione di un weekend da incorniciare e dimostrando una maturità tecnica che pochi, fino a poco tempo fa, gli riconoscevano. Quello di sabato non è un exploit isolato, bensì il sigillo su una progressione inarrestabile, che lo porta a toccare il primo podio in discesa libera e a scalare la classifica generale, dove ora si posiziona all’undicesimo posto con 334 punti.

Il quadro generale e il sogno in bianco delle Olimpiadi

La doppia prestazione di Wengen, peraltro, proietta Franzoni anche in sesta posizione nella graduatoria di Coppa del Mondo dedicata alla velocità, dove con 116 punti si inserisce in un gruppetto di specialisti di altissimo livello, a soli 24 lunghezze dal terzo posto occupato da un altro italiano, Dominik Paris. Un dato, quest’ultimo, che delinea un panorama incoraggiante per lo sci alpino maschile italiano, il quale – complice anche la costanza di altri atleti – sembra ritrovare quel mordente in discesa libera che per alcuni cicli era parso appannaggio esclusivo di altre nazioni. La regularità dimostrata in queste gare, caratterizzate da un terreno tecnico e impegnativo come quello del Lauberhorn, fornisce indicazioni preziose in vista dell’appuntamento più atteso in casa, i Giochi Olimpici di Milano-Cortina, dove la conoscenza dei pendii potrebbe fare la differenza.

Il campionato nel campionato e le prestazioni di squadra

Non bisogna dimenticare, infine, come nel contesto di una giornata dominata dai big, anche altri azzurri abbiano saputo ritagliarsi un proprio spazio, aggiungendo punti al bottino della squadra e contribuendo a quel clima di sana competizione interna che spinge ogni atleta a superare i propri limiti. Le classifiche di specialità, del resto, raccontano di un movimento vivo, capace di esprimere diversi interpreti nelle posizioni di vertice, in un campionato nel campionato che rende ogni gara un capitolo a sé stante. L’assenza di giudizi esterni o di speculazioni non può che far risaltare la nuda realtà dei fatti: un atleta ha colto due risultati storici in due giorni, inserendosi con autorevolezza in un panorama internazionale di altissimo livello.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.