Bomba carta davanti al Lazio store di Ostia, i carabinieri risalgono a un precedente del titolare
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Redazione Interno
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La notte sul litorale romano è stata squarciata da un boato che non lascia spazio a dubbi: qualcuno ha voluto mandare un segnale preciso, e il bersaglio – va da sé – era la saracinesca del Lazio store di via Carlo Bosio, a Ostia. L’ordigno, che gli investigatori descrivono come una bomba carta di fattura artigianale, è stato fatto esplodere intorno alle 22.30, causando danni visibili alla serranda metallica e al marciapiede antistante. I residenti, svegliati dall’improvvisa deflagrazione, hanno tempestivamente allertato il 112 Nue, permettendo ai carabinieri della stazione locale di intervenire nel giro di pochi minuti.
Le tracce sull’innesco e la prima esclusione della molotov
Sul posto gli artificieri hanno compiuto i primi rilievi, concentrandosi soprattutto sui frammenti dell’involucro e sulla superficie annerita della serranda. Non sono state trovate tracce di innesco riconducibili a un liquido infiammabile, circostanza che esclude – almeno per ora – l’ipotesi di una bottiglia molotov. L’assenza di residui organici tipici di un accelerante liquido ha orientato le indagini verso un congegno a basso potenziale, azionato meccanicamente o con una miccia a breve ritardo. I militari della Compagnia di Roma Ostia hanno già acquisito i filmati dei sistemi di videosorveglianza privati installati lungo la via, nella speranza di individuare il momento del lancio o l’eventuale fuga degli autori.
Il titolare e l’ombra dell’operazione Alta Marea
L’attenzione degli inquirenti, che non escludono alcuna pista – né quella di un atto vandalico isolato né quella di un avvertimento legato a contesti criminali organizzati – si è rapidamente concentrata sulla figura del titolare del negozio. L’uomo, già sentito nella giornata di ieri dai carabinieri, non è nuovo a frequenti contatti con le forze dell’ordine: lui e suo fratello furono coinvolti nell’operazione Alta Marea, un’indagine antidroga condotta dalla Polizia di Stato nel 2021 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Quell’inchiesta, è bene ricordarlo, colpì una rete criminale attiva sul litorale romano, facendo luce su un sistema di spaccio che operava tra Ostia, Fiumicino e i comuni limitrofi.
Un gesto che riapre vecchi scenari giudiziari
Il fatto che l’esplosione sia avvenuta proprio davanti a un’attività commerciale riconducibile a un soggetto già finito nel mirino della magistratura antimafia non può essere liquidato come una coincidenza. I carabinieri stanno ora verificando se, a distanza di anni dall’operazione Alta Marea, il titolare abbia mantenuto legami – diretti o indiretti – con ambienti della criminalità locale. La bomba carta, nella sua rude semplicità, rappresenta spesso il linguaggio di chi vuole intimidire senza lasciare tracce balistiche complesse. Nessuna rivendicazione è pervenuta fino a questo momento, e gli accertamenti proseguono in totale riserbo, anche perché non si esclude che il bersaglio reale non fosse il negozio in sé, bensì la persona che lo gestisce.




