Tragedia a Calimera, bimbo di otto anni trovato morto in casa dopo il ritrovamento della madre in mare
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Redazione Interno
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Una duplice, luttuosa scoperta ha gettato un'ombra di sgomento sul Salento, dove i corpi senza vita di un bambino di otto anni e di sua madre sono stati rinvenuti nel giro di poche ore, in circostanze che hanno immediatamente allertato le forze dell'ordine. La dinamica degli eventi, che si è dipanata tra l'entroterra e la costa, ha visto dapprima il recupero del cadavere della donna in mare, al largo di Torre dell'Orso, a seguito della segnalazione di un subacqueo che s'era imbattuto in un macabro ritrovamento. Solo in un secondo momento, nella serata di martedì, la tragedia ha mostrato la sua intera, devastante portata con la scoperta del piccolo, Elia Perrone, all'interno dell'abitazione di famiglia a Calimera; il suo corpo, come è emerso dalle prime constatazioni, presentava delle ferite, alcune delle quali – si apprende – riconducibili all'uso di un'arma da taglio, segni di una violenza che appare inaudita se commessa su una creatura così giovane.
La ricostruzione dei carabinieri
Sul caso, la cui concatenazione di eventi è al centro di un'indagine scrupolosa affidata ai carabinieri, non sono state rilasciate ipotesi ufficiali, sebbene i punti di contatto tra i due ritrovamenti lascino presupporre un legame inscindibile. A dare l'allarme per la scomparsa dei due, o per uno di loro, è stato l'ex marito della donna, figura che – com'è prassi in simili frangenti – viene interpellata dagli investigatori per ricostruire gli ultimi momenti di vita della famiglia. La donna, Najoua Minniti, originaria della provincia di Reggio Calabria e di 35 anni, viveva infatti con il figlio nell'appartamento di Calimera, divenuto poi il teatro della sciagura.
Un quadro dai contorni drammatici
La distanza di circa venti chilometri che separa la piccola casa del paese leccese dalla località balneare di Torre dell'Orso costituisce uno degli elementi di maggiore criticità per gli inquirenti, i quali devono stabilire con precisione i movimenti e la sequenza temporale che ha condotto alla morte di entrambi. La Guardia Costiera, che si è occupata del recupero del corpo della donna in acqua, sta collaborando con l'Arma per dipanare una matassa i cui nodi appaiono sempre più stretti, mentre la scientifica ha già eseguito i rilievi di rito nell'abitazione per acquisire ogni possibile elemento probatorio.
Il lavoro degli investigatori
L'attenzione degli investigatori, in casi di tale complessità e delicatezza, si concentra inevitabilmente sull'analisi dello stato psicologico e delle condizioni di vita delle persone coinvolte, esaminando le relazioni personali e il contesto familiare senza tralasciare alcun dettaglio. La presenza di lesioni sul corpicino di Elia, del tutto incompatibili con un incidente, orienta il lavoro della magistratura e delle forze di polizia verso la ricerca di una verità giudiziaria che possa, se non lenire, almeno chiarire le dinamiche di una perdita doppia e straziante. Molti di loro, che hanno visto cose terribili nel corso della propria carriera, si dicono ugualmente scossi da un evento che tocca le corde più profonde del sentire umano.




