Base jumper muore lanciandosi dal monte Mezza in Valsugana
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Redazione Interno
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Una tragedia nella tarda mattinata di domenica 21 settembre ha stroncato la vita di Giacomo Zamparo, un base jumper di 43 anni originario di Gorizia che risiedeva ad Ala, in provincia di Trento. L’incidente, che si è consumato sulle pendici del monte Mezza, sopra Ospedaletto in bassa Valsugana, ha avuto come testimone la compagna dell’uomo, la quale, non vedendolo arrivare alla piazzola di atterraggio prestabilita, ha dato l’allarme attivando senza indugio i soccorsi.
L’operazione di ricerca e recupero, che ha impegnato le squadre dei soccorritori in un’area impervia, si è purtroppo conclusa con il ritrovamento del corpo senza vita di Zamparo. L’uomo, appassionato di un’attività estrema che fonde il paracadutismo con il lancio da punti fissi – quali montagne, antenne o viadotti –, aveva programmato la sua discesa proprio atterrando nella zona sottostante il monte. La compagna, che lo aveva accompagnato durante l’avvicinamento alla vetta fermandosi a circa trecento metri dal punto di lancio, si è trovata nell’angoscia di un’attesa divenuta poi dramma.
La dinamica precisa dell’incidente mortale, che ha privato della vita un uomo nel pieno degli anni, non è stata ancora chiarita dalle autorità competenti, le quali – com’è prassi in questi casi – hanno avviato tutti gli accertamenti del caso per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi. Il base jumping, disciplina che affascina per l’adrenalina e il contatto con l’altezza, porta con sé, com’è noto, rischi intrinseci elevatissimi, nei quali un singolo istante o un imprevisto tecnico possono rivelarsi fatali.




