Gaza, soldati israeliani uccisi in un’imboscata a Khan Yunis mentre si riapre il caso delle stragi ai centri alimentari
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Redazione Esteri
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Diversi soldati israeliani sono rimasti uccisi e altri feriti in un’imboscata tesa dalla resistenza palestinese a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Fonti ebraiche, tra cui il sito Hadashot, hanno riferito che almeno dieci militari sono stati evacuati verso ospedali israeliani, mentre pagine vicine ai coloni parlano di un bilancio più pesante: oltre sei morti e tredici feriti. L’episodio, che si inserisce in un contesto di crescente tensione, arriva mentre riemergono dettagli sulle uccisioni di civili palestinesi avvenute nei giorni scorsi durante le distribuzioni di aiuti.
Tra il 1° e il 3 giugno, almeno sessanta persone sono state uccise dalle forze israeliane in prossimità di un centro di distribuzione alimentare gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), organizzazione sostenuta da Israele e dagli Stati Uniti. I testimoni raccontano che i militari hanno aperto il fuoco su civili in fila per ricevere cibo, con un bilancio che – suddiviso nei tre giorni – ha raggiunto trentuno vittime domenica, tre lunedì e altre ventisette martedì. Le circostanze precise restano controverse, ma le critiche al sistema di approvvigionamento, già al centro di polemiche, si sono intensificate.
Intanto, la GHF ha annunciato la chiusura temporanea di tutti i suoi centri di distribuzione nell’enclave, senza fornire una data per la riapertura e invitando i residenti a “mantenersi a distanza per motivi di sicurezza”. La decisione, riportata anche dal Times of Israel, coincide con l’inizio dell’Eid al-Adha, festività musulmana che tradizionalmente vede un aumento della domanda di assistenza.




