Lino Guanciale: il rugby mi ha salvato dai bulli, per la Fiorentina serve cambiare tutto

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Lino Guanciale, che da ieri sera è tornato sul piccolo schermo ne 'Il commissario Ricciardi' per la terza stagione in prima serata su Rai 1, non nasconde un affetto particolare per quel personaggio, definito "bellissimo", a cui gli piace essere fedele, tanto da scherzare sul fatto che "nessuno abbia esercitato la clausola rescissoria". L'attore di Avezzano, cresciuto in un ambiente dove il rugby e il tifo per la Fiorentina, ereditato dal padre e dalla passione per Roberto Baggio, hanno segnato la sua formazione, rivela però come proprio lo sport di squadra sia stato per lui un'ancora di salvezza in gioventù.

Il rugby come riscatto personale

Guanciale, descrivendosi come un "bambino introverso" che era "preso di mira dai bulli", attribuisce al rugby un ruolo salvifico, un mezzo attraverso il quale ha potuto superare le proprie insicurezze e trovare una dimensione di riscatto personale. La disciplina e il contatto fisico, elementi fondanti di quello sport, hanno offerto all'attore, che oggi veste i panni di un commissario tormentato dalla capacità di percepire i fantasmi delle vittime di crimini violenti in una Napoli del 1932, un solido punto di riferimento durante gli anni della crescita.

La metafora della squadra e il legame con De Giovanni

La sua naturale propensione a pensare in termini di squadra emerge con chiarezza quando, parlando della serie tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni, attribuisce all'autore il ruolo di "presidente", uno di quelli, spiega, "che la squadra se la inventano". Questo parallelismo calcistico, che egli stabilisce tra la macchina produttiva dello spettacolo e un club sportivo, sottolinea una visione del lavoro collettivo, dove il creatore dell'opera assume un ruolo dirigenziale e visionario, colui che getta le basi per un successo che poi viene costruito in campo da tutti gli altri.

La Fiorentina e la necessità di un cambiamento

Il suo amore per i colori viola, che affonda le radici nell'influenza paterna e nell'ammirazione per un giocatore iconico come Baggio, non lo trattiene tuttavia dall'esprimere un'analisi franca sulla situazione della società fiorentina. Secondo le sue parole, per la Fiorentina "serve cambiare tutto", una dichiarazione che riflette una percezione di necessità di un cambio radicale, sebbene non vengano specificati i particolari di questa trasformazione, lasciando intendere un bisogno generale di rinnovamento nella squadra del cuore.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.