Bonus turismo al via, contributi a fondo perduto e alloggi per i lavoratori tra le novità del decreto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il decreto attuativo del ministero del Turismo, firmato e bollinato lo scorso 17 marzo 2026, dà finalmente forma concreta al nuovo bonus per le imprese del settore, una misura – già prevista dalla Legge di Bilancio 2026 – che mira a sostenere gli investimenti privati e a rilanciare l’offerta turistica su scala nazionale, senza però limitarsi a un semplice intervento a pioggia. L’obiettivo dichiarato, stando al testo normativo, è quello di accompagnare la trasformazione del comparto agendo su tre direttrici prioritarie: la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dell’ecosistema e l’adozione di modelli sostenibili, questi ultimi allineati ai criteri Esg, acronimo che sta per ambientali, sociali e di governance. Non si tratta, va detto, di una novità assoluta: il bonus per le imprese turistiche era stato infatti già inserito nella legge di Bilancio, ma serviva il decreto attuativo per renderlo operativo, con tutte le specifiche tecniche del caso.

Contributi a fondo perduto per ristoranti e attività affini, ecco come funziona

Parallelamente al bonus generale, è stato pubblicato un altro decreto attuativo – sempre del ministero del Turismo – che definisce le regole per accedere a un contributo a fondo perduto destinato non solo alle imprese turistiche in senso stretto, ma anche ai ristoranti e alle attività affini. L’intervento, che si inserisce nel quadro della manovra 2026, punta a sostenere investimenti strutturali, innovazione tecnologica e progetti legati alla sostenibilità ambientale. Le risorse non sono irrisorie: il piano messo a punto dal governo prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, una cifra che, sebbene inferiore rispetto ad alcune richieste delle associazioni di categoria, rappresenta comunque un segnale concreto per un comparto spesso penalizzato dalla stagionalità e dalla frammentazione delle imprese.

Staff house, il nuovo incentivo per gli alloggi dei dipendenti

C’è poi un altro fronte, quello abitativo, che il ministero ha deciso di affrontare con una misura dedicata. In molte località turistiche – specie quelle a forte vocazione stagionale – trovare un alloggio a prezzi accessibili è diventata un’impresa quasi impossibile, con effetti a catena sulla capacità delle aziende di assumere e trattenere personale. Per rispondere a questa criticità, è stato messo a punto l’incentivo “Staff house”, che prevede contributi a fondo perduto per le imprese del settore ricettivo disposte a investire nella riqualificazione di alloggi da destinare ai propri dipendenti. Non si tratta di un semplice rimborso spese, bensì di un vero e proprio sostegno alla creazione di soluzioni abitative interne all’azienda, una strada che in altri paesi europei ha già dato risultati incoraggianti.

Domande dal 2 aprile, le imprese possono già preparare la documentazione

Per quanto riguarda i tempi, le imprese turistiche possono presentare domanda a partire dal 2 aprile 2026: la finestra temporale è stata comunicata direttamente dal ministero, che ha anche diffuso le prime linee guida per la compilazione delle richieste. Chi intende accedere ai contributi per la riqualificazione degli alloggi (lo “Staff house”) dovrà dimostrare la titolarità o la disponibilità degli immobili oggetto dell’intervento, oltre a presentare un progetto dettagliato dei lavori. Analogamente, per il contributo a fondo perduto destinato a ristoranti e attività affini, sarà necessario allegare un piano degli investimenti coerente con le finalità del bando, con particolare attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ammodernamento digitale. La competizione, è facile intuirlo, sarà serrata: le risorse, seppur consistenti, sono limitate e verranno assegnate secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, salvo eventuali meccanismi di valutazione qualitativa previsti per alcune linee di intervento.

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