La Juventus studia il colpo a parametro zero per l’attacco, ma la vera priorità è un’altra

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sarà una rivoluzione, ma poco ci manca. La mancata qualificazione alla prossima Champions League – un’assenza che peserà come un macigno sui conti – non ha però scalfito la determinazione del club, anzi ha forse accelerato i tempi di una riflessione già avviata. Luciano Spalletti, che ha rinnovato fino al 2028 e gode della piena fiducia di John Elkann, ha le idee chiare: servono dai sei ai sette innesti, spalmati su tutti i reparti, per restituire alla squadra quella competitività immediata che è mancata nella stagione ormai agli sgoccioli.

Il carattere prima di tutto: l’identikit del nuovo juventino

La sconfitta interna con la Fiorentina e il pareggio nel derby – arrivato nonostante un vantaggio di due reti – hanno fornito a Spalletti l’ennesima prova di una fragilità di fondo che intende estirpare. Il tecnico toscano è stato chiaro nei colloqui con il ds Comolli: “Siamo tutti d’accordo nell’andare a inserire qualche calciatore che alzi il livello caratteriale della squadra”.

Non si cerca solo il campione, insomma, ma il giocatore “inscalfibile”, capace di gestire i momenti di difficoltà senza crollare psicologicamente, una dote che l’attuale rosa ha dimostrato di possedere solo a sprazzi. È una ricerca che prescinde dal solo valore tecnico e che punta a ridisegnare la gerarchia dello spogliatoio.

Tra i pali e in difesa: l’effetto Spalletti

A partire dalla porta, dove il nome di Alisson Becker è più di un'idea. Il portiere brasiliano, già pupillo di Spalletti ai tempi della Roma, rappresenta l’obiettivo dichiarato per alzare il tasso di esperienza internazionale: ci sarebbe già un'intesa di massima con il giocatore, mentre con il Liverpool si tratta per una cifra intorno ai 15 milioni di euro. Anche la difesa verrà rivoluzionata: il tecnico chiede un centrale abile nell’impostazione, e il suo pensiero corre a Kim Min-jae, il colosso sudcoreano con cui vinse lo scudetto a Napoli.

Un profilo, quest’ultimo, che garantirebbe fisicità e una qualità di palleggio che alla Juve è mancata per larghi tratti di questa annata. Sulla fascia sinistra, poi, si valuta l’opportunità di un colpo a zero parametri come Andrew Robertson, in scadenza con i Reds.

L’affare Salah e la ricerca del “10”

In attacco, il sogno ricorrente si chiama Mohamed Salah. L’egiziano, anche lui in scadenza di contratto, è il classico obiettivo a costo zero che farebbe sognare i tifosi; Spalletti lo vorrebbe per dare un’impronta di qualità e imprevedibilità alla manovra, ma la concorrenza dell’Arabia Saudita e l’ingaggio proibitivo rendono l’operazione una scommessa complessa, sebbene non impossibile. A prescindere da Salah, la priorità assoluta per il tecnico toscano rimane un’altra: serve un “dieci” dinamico, abile nel dribbling e nel raccordo tra i reparti.

Un giocatore cioè che possa inserirsi tra le linee e rompere gli equilibri difensivi, un lusso che questa Juve non si concede da tempo. I nomi caldi portano a vecchie conoscenze della Serie A, su tutti Brahim Diaz e Tijjani Reijnders, entrambi nel mirino per sopperire a questa storica carenza.

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