Mohamed Salah annuncia l’addio al Liverpool: “Questo club sarà sempre casa mia”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   “Purtroppo questo giorno è arrivato”. Mohamed Salah inizia con queste parole, cariche di una consapevolezza che sa tanto di resa, il video di addio condiviso sul suo profilo Instagram. Un annuncio, quello dell’egiziano, che per quanto potesse aleggiare nell’aria dopo le tensioni degli ultimi mesi, arriva comunque con la forza di un fulmine a ciel sereno. Lascerà il Liverpool a fine stagione, una decisione presa e comunicata ai tifosi con un’autonomia che porta la sua firma inconfondibile. E se da un lato si chiude il cerchio di un’era gloriosa—due Premier League, una Champions League, un Mondiale per club e coppe nazionali a completare un palmares che farebbe invidia a qualsiasi leggenda del calcio inglese—dall’altro si apre il capitolo più incerto del suo futuro, con l’Arabia Saudita pronta a fare la voce grossa nell’estate che verrà.

A rendere la notizia clamorosa, oltre al peso specifico del protagonista, è il contesto. Solo al termine della scorsa stagione, dopo un lungo tira e molla con la proprietà che sembrava aver messo a rischio la sua permanenza, Salah aveva rinnovato per altri due anni, blindandosi con un ingaggio da 13 milioni più 3 di bonus. Un segnale di continuità che, a distanza di meno di un anno, è stato clamorosamente smentito dai fatti. Il rapporto con l’allenatore si è incrinato, fino a rompersi del tutto in quella famosa intervista di dicembre, quando l’attaccante aveva usato parole durissime—parlò di essere stato “buttato sotto un autobus”—lamentando un trattamento che non riteneva consono alla sua storia con il club. Da quel momento, l’idea di una separazione a fine stagione ha cominciato a prendere forma negli uffici di Anfield, fino a trovare una sintesi che oggi viene resa pubblica con largo anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto.

Un addio programmato e il mercato saudita in pressing

Salah, arrivato ai Reds nel lontano 2017 proveniente dalla Roma, lascerà Anfield a parametro zero, una circostanza che di fatto stravolge ogni pianificazione di calciomercato internazionale. La notizia, destinata a diventare il tema caldo delle prossime settimane, ha già messo in moto i primi meccanismi di corteggiamento. Chi sembra pronta a tutto per mettere le mani sull’ex Fiorentina e Roma è, prevedibilmente, l’Arabia Saudita, un destino che molti osservatori davano già per scontato un paio di estati fa. Secondo quanto riportato dal portale arabo WinWin, Al-Ittihad e Al-Qadisiyah stanno monitorando la situazione con grande attenzione, sebbene al momento non risultino avviati dialoghi ufficiali con il giocatore o con il suo agente Ramy Abbas.

La partita saudita, però, si preannuncia come un derby interno alla Saudi Pro League. Da un lato l’Al-Ittihad, club che già in passato aveva tentato l’assalto a Salah con un’offerta che il ministro dello sport saudita definì “astronomica”, dall’altro l’Al-Qadisiyah, una realtà in ascesa che potrebbe giocarsi la carta di un progetto tecnico magari più seducente agli occhi del calciatore. Quello che appare certo è che il Fondo di Investimento Pubblico saudita, proprietario di fatto delle principali società del campionato, è pronto a stanziare una cifra vicina ai 100 milioni di euro per un contratto biennale, convinto di poter portare in Medio Oriente non solo un campione, ma il volto stesso del calcio mondiale in questa fase storica.

Un’eredità pesante e le cifre di un regno

La separazione, per quanto traumatica nei modi, lascia un’eredità numerica destinata a restare negli annali. Salah lascerà Liverpool dopo aver indossato la maglia dei Reds per 435 volte, trovando la via del gol in ben 255 occasioni, un bottino che lo colloca al terzo posto nella classifica perpetua dei marcatori del club, alle spalle di due mostri sacri come Ian Rush e Roger Hunt. In Premier League, i suoi numeri assumono contorni quasi irreali: dal suo arrivo in Inghilterra, nessuno ha segnato più di lui (189 reti) né fornito altrettanti assist (92). A questi si aggiungono quattro Scarpe d’Oro, un record che condivide con Thierry Henry, e tre premi come miglior giocatore dell’anno assegnato dalla PFA.

Ma al di là delle cifre, Salah lascia un vuoto tattico e simbolico difficile da colmare. La sua è stata l’era della rinascita, quella che ha riportato il Liverpool sul tetto del mondo dopo anni di digiuno. L’annuncio di oggi, con quel video girato forse in uno dei salotti di casa, rappresenta il primo atto di un lungo commiato: da qui a maggio, Anfield avrà la possibilità di salutare il suo “Re” con la consapevolezza di chi sa di stare per perdere un pezzo irripetibile della propria storia.

La strategia comunicativa di un addio voluto

Scegliere di annunciarlo a marzo, con la stagione ancora in pieno svolgimento e obiettivi importanti da inseguire—la Champions League su tutti—è un gesto che racconta molto della volontà delle parti. Salah ha chiesto al club di rendere nota la decisione il prima possibile, un atto di rispetto verso i tifosi che ha trovato immediato riscontro nella dirigenza. Meglio dirselo subito, insomma, e farla finita con i misteri di Pulcinella che spesso avvelenano le ultime fasi di un contratto. Invece di trascinare l’incertezza fino all’estate, si è scelto di voltare pagina con anticipo, permettendo a tutti—squadra, tifosi e giocatore stesso—di concentrarsi sul presente senza il peso del futuro.

C’è di bello, in questa scelta, che Anfield potrà godersi un lungo addio, una carezza per ogni partita che rimane da qui a maggio. Di brutto, invece, resta il retrogusto di una rottura arrivata con troppo rumore, con quella frase in cui Salah si sentiva ingiustamente additato, un’ombra che però non offusca un percorso che lo ha visto alzare ogni trofeo possibile. “Non avrei mai immaginato che questo club, questa città, queste persone sarebbero diventate parte della mia vita in modo così profondo”, ha scritto l’egiziano. Parole che suonano come un epitaffio perfetto per una storia d’amore finita, ma destinata a non essere dimenticata.

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