Unicredit, l’accordo sul ricambio generazionale: 1.130 uscite e altrettante assunzioni under 30

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È stato firmato nella serata del 20 aprile, tra Unicredit e le organizzazioni sindacali – tra cui la Fabi e la First Cisl, che hanno sottoscritto l’intesa unitariamente – un nuovo accordo che ridisegna perimetro e prospettive della gestione del personale nel gruppo guidato da Andrea Orcel. L’elemento centrale dell’intesa, frutto di una trattativa che ha coinvolto le rappresentanze dei lavoratori in un confronto serrato con la direzione aziendale, consiste in un meccanismo di ricambio generazionale strutturato secondo il principio “uno a uno”: a ogni uscita volontaria corrisponde una nuova assunzione. Tutti i 1.130 dipendenti che matureranno i requisiti per il pensionamento entro il 1° maggio 2032 potranno accedere, su base volontaria e incentivata, a due possibili soluzioni. La prima è il pensionamento diretto; la seconda, per chi non avesse ancora raggiunto l’età minima prevista, l’ingresso nel Fondo esuberi di settore, che gestirà l’accompagnamento al termine della carriera.

Un piano di assunzioni legato alle uscite, senza automatismi ma con una clausola precisa

L’accordo non lascia spazio a interpretazioni ambigue sul fronte occupazionale: le 1.130 uscite previste trovano infatti un contrappeso perfettamente simmetrico in altrettante assunzioni, distribuite su un arco temporale che arriva fino al 2032. Unicredit ha già avviato un piano di inserimenti progressivi, legato ai tempi effettivi delle singole uscite volontarie; ogni volta che un lavoratore aderirà al pensionamento o al Fondo esuberi, scatterà l’obbligo di una nuova entrata. Le risorse umane che entreranno in banca saranno perlopiù neodiplomati e neolaureati under 30, inquadrati con contratti di apprendistato professionalizzante – una formula, quest’ultima, pensata per favorire un inserimento graduale ma finalizzato alla stabilità occupazionale.

First Cisl e Fabi: l’intesa come strumento per gestire l’esodo senza traumi

La First Cisl, che ha sottoscritto l’accordo unitariamente con le altre sigle sindacali, ha sottolineato come il meccanismo concordato permetta di gestire l’intero perimetro dei 1.130 lavoratori che matureranno il primo requisito pensionistico entro la data del 1° maggio 2032. Non si tratta, va detto, di un esodo forzato: l’adesione al pensionamento o al Fondo esuberi resta interamente volontaria, e gli incentivi previsti dall’intesa mirano proprio a rendere sostenibile la scelta per chi deciderà di lasciare anticipatamente il lavoro. Sul versante opposto, le 1.130 nuove assunzioni garantite rappresentano una boccata d’ossigeno per l’occupazione giovanile, senza che ciò implichi una riduzione complessiva della forza lavoro stabile del gruppo.

Un meccanismo che evita il blocco del turnover e stabilizza il personale

L’accordo raggiunto nella serata del 20 aprile introduce quindi un elemento di prevedibilità nella pianificazione delle risorse umane di Unicredit, evitando quella frammentazione decisionale che spesso ha caratterizzato in passato gli esuberi bancari. Le assunzioni previste.085 delle quali destinate a under 30 con contratto di apprendistato professionalizzante – non rappresentano un’eccezione, ma il cuore stesso dell’intesa. La banca potrà così ringiovanire l’organico, mentre i lavoratori prossimi alla pensione avranno una finestra certa e incentivata per uscire. Il Fondo esuberi di settore, infine, farà da ammortizzatore per chi, pur maturando i requisiti entro il 2032, preferisca non cessare immediatamente il rapporto ma accompagnarsi verso l’uscita con tempi più diluiti.

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