Trump chiama Zelensky, le ipotesi sul piano USA per porre fine alla guerra
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Redazione Esteri
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L'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha portato numerose e significative indiscrezioni su come la nuova amministrazione statunitense potrebbe gestire il complicato scenario del conflitto in Ucraina. L'ex presidente, che ha vinto le elezioni con una campagna elettorale focalizzata su temi di sicurezza e politica estera, ha già suscitato dibattiti accesi per il suo approccio non convenzionale alle crisi internazionali.
Secondo le voci diffuse dallo stratega Bryan Lanza, Trump avrebbe indicato che il ripristino del territorio ucraino perduto non è un precursore della pace. Tuttavia, il team del presidente eletto ha preso le distanze da tali affermazioni, sottolineando che la proposta della Casa Bianca per porre fine alla guerra in Ucraina riguarderebbe la pace e non il territorio. Mosca, intanto, si dice pronta a collaborare con l'amministrazione di Washington, mentre Kiev è aperta a nuovi colloqui.
In questo contesto, emerge una possibile iniziativa degli Stati Uniti per spingere le monarchie sunnite del Golfo a un'intesa con lo Stato ebraico, in cambio della fine delle azioni militari e di un tentativo di dare un assetto diverso a Gaza e al Libano. Sempre in questa cornice, vi sarebbe una manovra per spingere la Siria a rallentare, se non spezzare, i vincoli con Teheran, una svolta che verrebbe ricompensata da finanziamenti cospicui da parte dei principi del petrolio, storicamente in sintonia con Trump e, grazie agli affari, con la sua famiglia.
Secondo l'ex consigliere del presidente eletto, Bryan Lanza, la nuova amministrazione si concentrerà sul raggiungimento della pace in Ucraina piuttosto che consentire al paese di riconquistare il territorio occupato dalla Russia




