Marvell vola a Wall Street, Huang (Nvidia) la incorona: «Prossima azienda da mille miliardi»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A Wall Street, quando parla Jensen Huang – ormai una sorta di oracolo per gli investitori del settore tecnologico – non solo si ascolta, ma si compra. Il numero uno di Nvidia, la società che vale piú di 5.000 miliardi di dollari e guida incontrastata la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, ha acceso la miccia su Marvell Technology, un’azienda statunitense attiva nei semiconduttori e nei prodotti per l’archiviazione elettronica.

E l’effetto è stato devastante per chi era short: il titolo ha chiuso la seduta del 2 giugno con un balzo del 32,52%, toccando un massimo intraday a 291,30 dollari, un record assoluto che ha spazzato via il precedente primato di maggio 2023. La capitalizzazione di Marvell ha cosí superato i 240 miliardi di dollari, e da inizio anno il prezzo è piú che raddoppiato, ma il mercato guarda già molto piú in là.

L’endorsement che vale un’accelerazione

L’evento che ha scatenato la corsa all’acquisto è avvenuto a Taipei, durante il keynote di Computex 2026, quando Huang è salito sul palco insieme al CEO di Marvell, Matt Murphy. «Signore e signori, ecco la prossima azienda da un trilione di dollari», ha dichiarato Huang, puntando il dito verso un futuro che al mercato non è sembrato per nulla lontano. Un’investitura cosí esplicita – raramente concessa dal leader indiscusso dei chip AI – ha funzionato come un catalizzatore istantaneo, trasformando un solido momento di crescita in un’esplosione finanziaria.

Non è solo una questione di suggestione, perché a monte c’è una strategia chiara: Nvidia aveva già investito 2 miliardi di dollari in Marvell lo scorso marzo, un legame che va ben oltre la semplice fornitura e che integra strutturalmente l’azienda nell’ecosistema di Nvidia.

Il collo di bottiglia si sposta sulla “connessione”

Se inizialmente il vincolo principale per lo sviluppo dell’AI era rappresentato dalla potenza di calcolo pura – e Nvidia ci ha messo una pezza con le sue GPU – e successivamente dalla memoria HBM, un problema che ha spinto aziende come SK Hynix e Micron ben oltre i mille miliardi di valutazione, ora il vero collo di bottiglia sta cambiando natura. Huang, nelle sue dichiarazioni pubbliche, ha spiegato che l’intelligenza artificiale utile è ormai arrivata e che i carichi di lavoro vengono “disaggregati” e distribuiti su flotte immense di data center.

Per farlo servono interconnessioni ultraveloci, la capacità di far comunicare migliaia di chip senza intoppi. E qui entra in gioco Marvell, che fornisce la “rete idrica”, il sistema fognario ad alta velocità che permette ai dati di scorrere. L’azienda non solo produce chip di connettività, ma è anche un attore chiave nel settore dei circuiti integrati specifici per applicazione (ASIC) e nelle soluzioni ottiche, un triangolo tecnologico che la rende indispensabile per i giganti del cloud che vogliono ottimizzare i costi e ridurre la dipendenza esclusiva dai chip standard di Nvidia.

Numeri da capogiro e prospettive di mercato

La spinta non deriva solo dalle parole, ma da fondamentali che hanno sorpreso anche gli analisti piú ottimisti. Nell’ultimo rapporto fiscale, i ricavi del data center di Marvell hanno toccato 1,83 miliardi di dollari, una cifra che rappresenta ormai il 76% del fatturato totale, a dimostrazione di come l’azienda sia riuscita a trasformarsi completamente abbandonando i mercati tradizionali meno redditizi. Per l’anno fiscale 2028, il management ha alzato le previsioni a 16,5 miliardi di dollari.

Le agenzie di rating si sono adeguate: Benchmark ha alzato il target price a 275 dollari, KeyBanc a 260, e Stifel addirittura a 321. Tuttavia, per raggiungere la fatidica soglia del trilione, il titolo – che ieri oscillava poco sotto i 291 dollari – dovrebbe toccare quota 1.150 dollari. Un’impresa titanica, che richiederebbe una moltiplicazione per cinque del valore attuale, ma che Huang, col suo cappello da “broker” indossato stanotte, ha fissato come nuovo orizzonte di una corsa che non accenna a fermarsi.

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