A volte ritornano: il mercato italiano scommette sui veterani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è un caso se, in questa estate torrida per il calcio italiano, i nomi che circolano con più insistenza siano quelli di chi ha già calcato i campi di Serie A per anni. Ciro Immobile, che a 35 anni si appresta a firmare con il Bologna, è solo l’ultimo tassello di una tendenza ormai consolidata: il campionato preferisce affidarsi a volti noti, anche se non più giovani, piuttosto che scommettere su talenti ancora acerbi.

Sabato 12 luglio, quando i rossoblù torneranno a riunirsi a Casteldebole per i test medici e atletici, il centravanti campano sarà lì, pronto a siglare un contratto annuale con opzione per il secondo. E potrebbe non essere l’unico arrivo di peso: Federico Bernardeschi, reduce dall’esperienza americana, è ormai a un passo dal Bologna e potrebbe ereditare il numero 10, simbolo di un ruolo che dovrà essere centrale nella squadra di Italiano.

Quella che si sta delineando è una squadra diversa rispetto alla scorsa stagione, più esperta ma anche più versatile. Senza Beukema e Ndoye, ma con i 330 gol di Immobile e la fantasia di Bernardeschi, il Bologna punta a un’Europa League meno titubante rispetto all’esordio in Champions. I veterani, con il loro bagaglio di partite ad alto livello, potrebbero essere la chiave per affrontare con maggiore sicurezza anche la Supercoppa.

Ma il fenomeno non riguarda solo i felsinei. Morata verso il Como, Insigne in trattativa per un rientro, Džeko già acclimatato a Firenze: la Serie A sembra aver scelto la strada della nostalgia, dove l’"usato sicuro" — come lo definisce Repubblica — vale più del rischio. Un campionato che, sempre più provinciale, esporta giovani e riaccoglie chi ha già vissuto altrove, in un ciclo che si ripete senza sosta.

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