Il Milleproroghe si avvia al rush finale, nella manovra bis tornano gli sgravi per chi assume al Sud
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Redazione Interno
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L’esame del decreto Milleproroghe alle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera procede tra colpi di scena procedurali e l’arrivo, atteso per la tarda mattinata di oggi 17 febbraio, di un pacchetto di emendamenti presentati dai relatori – Mauro D’Attis di Forza Italia, Alessandro Colucci di Noi Moderati, Simona Bordonali della Lega e Giovanni Luca Cannata di Fratelli d’Italia – che ridisegna in parte il provvedimento. Inizialmente si parlava di circa cinque modifiche, ma il deposito ufficiale ne ha poi contate undici, a testimonianza della complessità di un testo omnibus che, come da tradizione, accorpa materie eterogenee: si va dal rinvio al primo gennaio 2027 dell’obbligo assicurativo per chi gestisce denaro pubblico – una norma introdotta dall’ultima legge di Bilancio e ora oggetto di slittamento – fino alla manovra correttiva sugli incentivi all’occupazione. Ed è proprio su quest’ultimo fronte, quello del lavoro, che si concentra l’attenzione di imprese e sindacati, perché l’emendamento dei relatori, salvo colpi di spugna dell’ultima ora, dovrebbe riportare in auge il cosiddetto “tesoretto bis” per l’occupazione, riprendendo di fatto i bonus che erano stati esclusi dal decreto legge pubblicato a fine anno.
La partita degli sgravi contributivi, in particolare, riguarda tre direttrici principali: i giovani, le donne e il Mezzogiorno. Il testo originale del Milleproroghe, uscito dal Consiglio dei ministri prima del via libera definitivo alla legge di Bilancio, non conteneva le proroghe del bonus per gli under 35, dell’esonero per le lavoratrici svantaggiate e dell’agevolazione per le assunzioni nella Zona economica speciale che include, oltre a tutte le regioni del Sud, anche Marche e Umbria. Una assenza, quella nel decreto, che il ministero del Lavoro aveva subito giustificato come un mero intoppo tecnico, legato alla tempistica di approvazione della manovra, garantendo che si sarebbe trovata una soluzione in sede di conversione -1-10. Ed è quanto sta avvenendo ora: l’emendamento dei relatori, una volta incardinato nel testo, consentirebbe di far rifinanziare queste misure attingendo ai residui delle precedenti edizioni, con l’obiettivo dichiarato di dare continuità a strumenti che, stando ai dati consolidati monitorati da Inps e ministero, hanno mostrato un certo gradimento tra gli imprenditori, specialmente nelle aree economicamente più fragili del paese -6.
Parallelamente al merito degli interventi, si gioca la partita serrata dei tempi parlamentari. Dopo lo slittamento della ripresa dei lavori in Commissione alle ore 20 di oggi, l’iter procede con una tabella di marcia ormai definita: l’obiettivo è ottenere il via libera delle Commissioni entro giovedì 19 febbraio, per poi approdare in Aula a Montecitorio venerdì 20. Qui, alle 13, prenderà il via la discussione generale, ma sarà una discussione fugace, perché alle 14 e 30 del pomeriggio il governo ha già annunciato che porrà la questione di fiducia. Una mossa, questa, che comprime i tempi e blindatura il testo, evitando che l’opposizione possa presentare modifiche non gradite all’esecutivo. Il voto di fiducia, con le dichiarazioni finali previste per le 12 e 20 di lunedì 23 febbraio, è calendarizzato per le 14 dello stesso giorno -2-5. Subito dopo, l’Assemblea procederà con la discussione degli ordini del giorno e il voto conclusivo, dopodiché il decreto, ormai approdato in prima lettura, volerà al Senato per la seconda lettura, con scadenza improrogabile fissata per il primo marzo, termine ultimo per la conversione in legge.
Le polizze per i dipendenti pubblici e l’allungo sugli infermieri
Tra gli undici emendamenti depositati, uno di quelli che ha suscitato maggiore interesse nelle amministrazioni è il rinvio al 2027 dell’obbligo, per i dipendenti pubblici con incarichi comportanti la gestione di risorse, di stipulare una polizza assicurativa a propria tutela, obbligo che li sottopone anche alla giurisdizione della Corte dei conti. La norma, inserita nella legge di Bilancio, era stata accolta con qualche perplessità dagli enti locali, e lo slittamento concede ora un anno di tempo in più per definire meglio i contorni operativi della copertura -7. Ma non è l’unica modifica di rilievo in ambito sanitario e previdenziale: un emendamento specifico, a firma della deputata della Lega Simona Loizzo, ha già ottenuto il via libera in Commissione e riguarda gli infermieri. A loro viene estesa fino al 31 dicembre 2027 la facoltà di svolgere attività professionale fuori dall’orario di servizio, derogando alle norme sull’incompatibilità. Una misura che punta a rispondere, seppur temporaneamente, alle carenze di organico e alle lunghe liste d’attesa, consentendo al personale infermieristico di integrare il proprio reddito e, al contempo, di offrire prestazioni aggiuntive al sistema sanitario nazionale -9.
La fiducia e il nodo dei tempi ristretti
L’accelerazione impressa dal governo con la richiesta di fiducia, che scatterà venerdì pomeriggio, non è soltanto una consuetudine per i decreti legge in scadenza, ma assume quest’anno un significato particolare alla luce della contemporanea discussione, a Montecitorio, della riforma del regolamento che riguarda proprio l’istituto della fiducia e il contrasto ai cambi di casacca. La sessione di bilancio e la conversione del Milleproroghe rappresentano un banco di prova importante per la tenuta della maggioranza, chiamata a votare compatta un provvedimento che spazia dalla fiscalità locale – con le attese modifiche sulla Tari – fino agli aiuti sanitari all’Ucraina, passando per il rifinanziamento degli strumenti di sostegno al reddito nelle aree di crisi industriale complessa. Con il voto fissato per lunedì 23, l’intero impianto del decreto legge – comprensivo del pacchetto di modifiche presentate oggi – dovrà superare l’esame dell’Aula in tempi record, per poi ripartire alla volta di palazzo Madama dove l’esame dovrà concludersi tassativamente entro il primo marzo, pena la decadenza del provvedimento e la perdita di efficacia di tutte le proroghe in esso contenute.




