Mancini e l'Italia delle prime volte: tre esordienti contro il Belgio
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Redazione Sport
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Roberto Mancini ha già le idee piuttosto chiare sulla sua nuova Italia, quella che venerdì sera all'Olimpico di Roma aprirà il cammino in Nations League contro il Belgio. Il commissario tecnico ha ritrovato Coverciano con un entusiasmo che ha raccontato lui stesso in conferenza stampa, spiegando di essere tornato per vincere e per costruire una squadra che domini e che si diverta.
Ma il quadro è ancora in divenire: gli allenamenti di mercoledì e giovedì serviranno a sciogliere gli ultimi nodi di una formazione che, contro i Diavoli Rossi, dovrebbe tornare al 4-3-3.
Le certezze e i ballottaggi in difesa
Davanti a Gianluigi Donnarumma, confermato capitano e punto fermo del nuovo ciclo, la linea difensiva presenta più di un'interrogazione. Sulle corsie esterne il duello riguarda Michael Kayode e Di Lorenzo, con il primo che sembra in vantaggio per una maglia da titolare al debutto assoluto in azzurro. Al centro, accanto a Calafiori e Bastoni, resta aperto il confronto tra Coppola e Scalvini, con Mancini che valuta anche l'ipotesi di schierare il difensore della Roma dal primo minuto.
La sensazione, però, è che l'allenatore voglia dare subito un segnale forte in termini di rinnovamento, senza timore di lanciare i nuovi arrivati nelle partite che contano.
La mediana e il tridente dei possibili esordienti
Il vero laboratorio tattico di Mancini si sta concentrando sulla zona nevralgica del campo, dove Alessandro Romano, classe 2006 rivelazione di questo avvio di campionato con il Cagliari, viene provato come regista accanto a Barella e Tonali. Il centrocampista ha scelto la maglia azzurra dopo aver difeso i colori della Svizzera a livello giovanile, e contro il Belgio potrebbe vivere la sua prima volta in nazionale maggiore.
Nel tridente offensivo, invece, Pio Esposito è in vantaggio per il ruolo di centravanti, con Raspadori e Kean pronti a subentrare. Sulle fasce la tentazione si chiama Antonio Vergara, esterno del Napoli arrivato in azzurro senza passare dall'Under 21, preferito a Zaniolo e Cambiaghi per la corsia di destra.
Le assenze pesanti e la Juventus a ranghi ridotti
A complicare i piani del commissario tecnico sono le assenze di Dimarco e Palestra, entrambi fuori per infortunio, che privano la manovra azzurra di due interpreti importanti sugli esterni. Mancini ha spiegato che il calcio evolve e che spesso bisogna cambiare per raggiungere gli obiettivi, sottolineando come la sua Nazionale di oggi sia più fisica rispetto a quella del 2021.
Intanto, a testimonianza di quanto il nuovo corso stia già cambiando gli equilibri, la Juventus si presenta alla sosta con dodici giocatori convocati dalle rispettive nazionali ma un solo azzurro, il portiere Guglielmo Vicario. Una circostanza che, più di ogni altra, misura la distanza tra il passato recente e la scommessa sui giovani avviata dal tecnico marchigiano.
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