David di Donatello 2026, il red carpet romano tra caschetti garçonne e il fascino magnetico del total black

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è una certa ironia, nel constatare come la macchina del cinema italiano – quel meccanismo complesso fatto di luci, ciak e speranze – si sia fermata ai cancelli di Cinecittà per celebrare se stessa, seppur sotto un cielo minaccioso che non ha fermato la sfilata di star sul tappeto rosso della 71ª edizione. Mercoledì 6 maggio, la kermesse ha trasformato gli storici studi romani (con il suggestivo fondale della Roma antica ricostruito per l’occasione) in un palcoscenico dove i vincitori delle statuette hanno dovuto condividere l’attenzione con un parterre di ospiti che, a giudicare dalle cronache, hanno fatto del nero la loro bandiera cromatica. La serata, condotta dalla coppia inedita formata da Flavio Insinna e Bianca Balti – affiancati dalla consueta verve di Nino Frassica – ha visto alternarsi momenti musicali affidati ad Arisa, Tommaso Paradiso e Annalisa, ma è stata la passerella ante cerimonia a dettare il primo, vero verdetto della stampa di settore.

Se si osserva il look della padrona di casa, Bianca Balti, si nota immediatamente una scelta precisa: l’abito nero al ginocchio dalla linea essenziale, arricchito da un mantello che sfiora il suolo e impreziosito da scarpe raso slingback, lascia che sia il beauty a farla da padrone. La top model ha sfoggiato un caschetto dall’effetto wet look lucido, uno stile garçonne che strizza l’occhio agli anni Venti ma che si fa contemporaneo grazie alla texture ingellata e luminosa; un dettaglio, questo, che si sposa perfettamente con la sua leggerezza travolgente, già apprezzata durante l’esperienza sanremese. Il nero, del resto, domina incontrastato: lo si vede addosso a Matilda De Angelis, candidata e poi premiata come miglior attrice non protagonista per “Fuori”, attraverso l’eleganza rigorosa di un abito Giorgio Armani Privé dalla coda a sirena e dalla schiena lasciata strategicamente scoperta.

Tra le pieghe di questo uniforme cromatico, emergono però le sfumature del lavoro artigianale. Il beauty look di Matilda De Angelis, in particolare, ha catalizzato l’attenzione per un dettaglio facente parte della categoria delle illusioni: il faux bob. La chioma, lunga in realtà, è stata sapientemente piegata in un caschetto dalla linea netta e dalla texture opaca, quasi polverosa, che il parrucchiere Vincenzo Panico ha definito "dolce vita" ma dalla resa estremamente contemporanea, grazie a onde morbide e destrutturate. Questo “taglio”, che richiama le eroine del cinema classico, aveva il solo scopo di incorniciare il trucco deciso: un rossetto rosso effetto lacca che contrastava con la pelle preparata a dovere, mentre qualche altra star (come Francesco Gheghi) ha scelto di intervenire direttamente sulla propria chioma tingendola di ossigenato per un effetto più radicale.

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