Salvataggio della Garisenda: un cantiere di precisione
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La Garisenda, una delle storiche Due Torri di Bologna, è al centro di un'operazione di salvataggio senza precedenti. L'azienda Fagioli di Reggio Emilia, nota per aver raddrizzato la Costa Concordia e per aver smontato e poi rimontato il ponte Morandi a Genova, è stata incaricata di mettere in sicurezza la torre.
Il cantiere prevede l'installazione di oltre 150 micro pali e l'utilizzo di un laser per mappare il tragitto dei container, verniciati rigorosamente in rosso, dall'hub di via dell'Industria a piazza di porta Ravegnana. Questo per evitare qualsiasi interferenza durante il passaggio in centro dei trasporti eccezionali.
La torre Garisenda, risalente all'inizio del XII secolo, è da tempo al centro di un dibattito sulla sua stabilità. Già a febbraio, il comitato tecnico scientifico incaricato dell'operazione parlava di un rischio di crollo del manufatto, con la simulazione in rendering di tre possibili scenari: il primo a est, verso la basilica dei santi Bartolomeo e Gaetano, il secondo a sud, verso l’altra torre, l’Asinelli, e il terzo implodendo su se stessa.
Venerdì 1° dicembre, il Comune di Bologna ha annunciato lavori da 4,3 milioni di euro per puntellare la Torre Garisenda, temendo che la sua inclinazione potesse portare al crollo.




