La torre Garisenda a Bologna: ipotesi di crollo e misure di sicurezza

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Una simulazione risalente a febbraio 2023 ha mostrato il possibile crollo della Torre Garisenda a Bologna. I rendering hanno illustrato tre ipotesi di crollo: verso la basilica dei santi Bartolomeo e Gaetano, verso l’Asinelli e tramite implosione. Questi "possibili meccanismi di collasso della Torre Garisenda" sono stati analizzati durante una riunione del comitato tecnico scientifico. Gli esperti hanno concluso che "le modellazioni indicano che in caso di crollo, questo si innesca al centro per cui è probabile che avvenga tramite implosione".

Per prevenire un tale disastro, sono stati avviati i lavori per la realizzazione di una struttura di contenimento, che rappresenta la prima fase della messa in sicurezza della torre. Questa operazione, denominata "salva Garisenda", è entrata nel vivo dopo i sopralluoghi degli ultimi giorni per verificare i sottoservizi e rimuovere i quadri elettrici. La prima fase prevede la posa dei contenitori e della rete metallica.

Due imprese sono coinvolte in questo progetto: la Modena Ingegneria Srl e la Fagioli spa. La direzione operativa delle strutture per i lavori intorno all'area è stata affidata all'ingegnere Gilberto Dellavalle, un "professionista qualificato e profondo conoscitore" della Garisenda e dell'Asinelli, che ha progettato e seguito tutti i lavori di consolidamento delle torri dagli anni '90 in poi.

L'investimento complessivo per questa prima parte, prevista tra gennaio e febbraio, supera i 4,3 milioni di euro ed è stato approvato dal consiglio comunale.

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