Palermo, pioggia e carattere: un 3-2 prezioso contro l'Empoli rilancia la corsa rosanero
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Redazione Sport
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Un nastro d’acqua incessante ha scandito i novanta minuti al “Renzo Barbera”, dove il Palermo, pur non esprimendo il suo miglior repertorio tecnico, ha saputo dimostrare una tempra fondamentale per le ambizioni di una stagione che punta in alto. Contro un Empoli solido e pericoloso, guidato da un ex di lungo corso come Alessio Dionisi, la squadra di mister Inzaghi ha infatti conosciuto la fatica del ritrovarsi in svantaggio, ha assorbito la pressione avversaria e, con una reazione corale, ha ribaltato il punteggio portando a casa tre punti dal valore specifico, che vanno ben oltre la semplice somma aritmetica in classifica. La partita, seguita da circa venticinquemila spettatori nonostante le avverse condizioni meteorologiche, ha assunto fin dalle prime battute i connotati di un vero e proprio esame di maturità per i siciliani, chiamati a rispondere sul campo a domande di fisicità e di carattere.
La partita: una prova di sofferenza e reazione
L’incontro, come spesso accade in serie B, è stato deciso da dettagli e da episodi, alcuni dei quali hanno visto il portiere rosanero Joronen ergersi a baluardo insuperabile, neutralizzando conclusioni di pregevole fattura che avrebbero potuto cambiare nuovamente le sorti della sfida. Il suo intervento su un potente tiro da fuori area, diretto all’incrocio dei pali, e soprattutto la successiva parata su una palla velenosa nei minuti di recupero, hanno di fatto preservato il vantaggio faticosamente conquistato dai compagni. Se da una parte, infatti, l’Empoli ha mostrato qualità e organizzazione, lamentando poi un episodio arbitrale sfavorevole come decisivo, dall’altra il Palermo ha messo in mostra la capacità di adattarsi a una gara complessa, giocata più di cuore e di fegato che di schema, trovando nella sofferenza la giusta miccia per accendere la propria riscossa.
Le voci degli allenatori dopo il fischio finale
Al termine della partita, le dichiarazioni dei due tecnici hanno fotografato due stati d’animo opposti. Alessio Dionisi, pur riconoscendo il valore della prestazione della sua squadra, ha sottolineato come la gara sia stata decisa “da un episodio”, lasciando trapelare una certa amarezza per non aver concretizzato una prova di livello. Sul versante opposto, l’entusiasmo di mister Inzaghi è stato palpabile, con il tecnico piacentino che ha definito quella del “Barbera” “una grande serata”, elogiando la reazione della squadra di fronte alle difficoltà. “Le partite di serie B sono queste”, ha spiegato Inzaghi, evidenziando come il successo maturato contro un avversario temibile e ben preparato abbia un significato particolare, frutto di una collettività che non si è piegata neppure quando le condizioni sembravano volgere al peggio.
Il cammino continua tra carattere e ambizione
Questa vittoria, la seconda stagionale contro la formazione toscana dopo il 3-1 dell’andata, consolida ulteriormente la posizione del Palermo nella parte alta della graduatoria, alimentando le speranze di un traguardo che appare sempre più concretamente a portata. Il percorso, però, non concede tregue, come dimostra l’imminente impegno infrasettimanale in trasferta, che impone di archiviare rapidamente le emozioni di una serata intensa per concentrarsi sulla prossima sfida. Quello che il campo ha restituito, oltre al risultato, è l’immagine di una squadra in grado di vincere anche quando il gioco non scorre fluido, trovando nelle individualità, come quelle del portiere protagonista di parate decisive, e nello spirito di gruppo, le risorse per superare gli ostacoli. Una caratteristica, quest’ultima, che rappresenta spesso il discrimine nelle corse a punti che si decidono nel lungo e faticoso inverno cadenzato dal campionato di serie B.
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