Massimo Lovati, da avvocato di Sempio a candidato sindaco di Vigevano con il DSP
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Redazione Interno
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La transizione dal tribunale alla politica locale assume talvolta contorni inattesi, e il caso di Massimo Lovati, avvocato noto per il suo ruolo nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, ne rappresenta un esempio lampante. È stata la mattina di oggi, durante la trasmissione televisiva “Mattino 5”, a portare l’annuncio formale: il legale Fabrizio Gallo ha confermato la discesa in campo del proprio assistito, svelando una decisione che segna un netto cambio di rotta nella sua carriera. Lovati, che fino a questo momento ha impugnato la toga per difendere Andrea Sempio nel complicato riesame del caso giudiziario più discusso degli ultimi anni, punta ora a indossare la fascia tricolore. La sua candidatura a sindaco di Vigevano, sostenuta politicamente dal DSP (Democrazia Sovrana Popolare), si configura quindi come un abbandono consapevole della professione forense per abbracciare una nuova dimensione, quella amministrativa.
L’addio alla professione forense e il nuovo corso politico
A rendere pubblica la scelta è stato Fabrizio Gallo, che intervenuto nel corso del programma televisivo ha spiegato le motivazioni alla base di questa svolta. L’idea, ha riferito il legale, è quella di una cesura netta con il passato: “Lovati vuole chiudere col passato, vuole rilasciare la toga”. Una frase, quella riportata dalle agenzie, che suggerisce una volontà precisa di voltare pagina dopo aver seguito uno degli iter giudiziari più tormentati dell’opinione pubblica nazionale. La scelta di candidarsi, avvalorata dal sostegno del DSP, rappresenta per Lovati non solo un cambio di casacca professionale ma anche l’ingresso in un campo – quello della politica locale – dove il suo nome, legato a una vicenda giudiziaria di enorme risonanza, rischia di diventare un elemento centrale della campagna elettorale vigevanese.
Il peso della notorietà giudiziaria nella campagna elettorale
Il caso di Garlasco, che vede coinvolto Andrea Sempio in una nuova inchiesta, ha mantenuto alta l’attenzione mediatica per settimane, proiettando inevitabilmente i riflettori anche sui legali coinvolti. Lovati, che in quella veste ha acquisito una notorietà nazionale, si trova ora a dover gestire una candidatura che porta con sé il peso di un’esposizione pubblica costruita in aula. La decisione di abbandonare la professione, comunicata dal suo stesso avvocato durante una trasmissione di ampio ascolto, è sembrata quasi un atto formale per sancire il distacco da quel capitolo professionale. La scelta del DSP di sostenerlo, d’altra parte, trasforma una vicenda personale e professionale in un’operazione politica, collocando la sua figura al centro di una competizione amministrativa che, a Vigevano, si preannuncia segnata anche da questo inedito incrocio tra cronaca giudiziaria e amministrative.
Le reazioni nel contesto cittadino e i precedenti professionali
L’annuncio, arrivato con la consueta formula del “sorpresa” televisiva, ha inevitabilmente scosso gli equilibri locali, sebbene la macchina elettorale si stia ancora componendo. Lovati, noto per aver assistito Sempio nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, porta con sé un’esperienza forense che – per sua stessa ammissione tramite il proprio difensore – intende lasciarsi alle spalle. La scelta di candidarsi a sindaco di Vigevano con il DSP rappresenta per l’avvocato un azzardo calcolato: abbandonare una carriera consolidata per l’incertezza della competizione elettorale. Resta da vedere come gli elettori vigevanesi accoglieranno questa candidatura, che lega indissolubilmente il nome del candidato a una delle inchieste più seguite d’Italia, in una campagna che si preannuncia già combattuta.




