Borse europee in calo dopo Usa-Iran, il petrolio torna a correre
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Redazione Economia
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Le Borse europee in calo hanno caratterizzato la giornata dei mercati dopo il ritorno delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con Piazza Affari e le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente in territorio negativo. Anche Wall Street ha mostrato un andamento al ribasso, mentre gli investitori hanno reagito alle nuove incertezze sul fronte internazionale e alla forte accelerazione dei prezzi del petrolio. La pressione sui mercati è arrivata dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito “chiuso” l’accordo di tregua con l’Iran in seguito allo scontro a fuoco incrociato della notte precedente.
Le tensioni Usa-Iran spingono le vendite sui mercati finanziari
La nuova fase di tensione internazionale ha portato gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset più rischiosi, alimentando una nuova ondata di vendite sulle Borse. Piazza Affari si è mossa in forte ribasso insieme alle principali piazze europee, mentre il clima sui mercati finanziari è stato condizionato dai timori legati all’evoluzione dello scenario in Medio Oriente. Le dichiarazioni di Donald Trump ad Ankara hanno riacceso le preoccupazioni per possibili rischi collegati alla situazione nell’area, riportando l’attenzione degli operatori sulle conseguenze economiche di un nuovo aumento dell’instabilità internazionale.
Tra gli elementi che hanno pesato maggiormente sull’andamento delle Borse europee c’è stata la nuova accelerazione del petrolio, tornato a salire dopo una fase di inversione della tendenza precedente. I future sul Brent di settembre hanno nuovamente raggiunto quota 80 dollari al barile, con un rialzo del 7,7%, mentre il barile americano Wti è arrivato a 75,3 dollari, segnando una crescita del 7%. Il movimento dei prezzi energetici ha contribuito ad alimentare nuovi timori sull’inflazione, diventando uno dei principali fattori osservati dagli investitori durante la seduta.
Piazza Affari sotto pressione e rendimento del Btp in aumento
Milano è stata tra le piazze più colpite dalla fase negativa dei mercati, con Piazza Affari in forte rosso mentre le tensioni in Medio Oriente e il rialzo del petrolio tornavano al centro dell’attenzione. L’aumento delle quotazioni energetiche ha accompagnato una maggiore cautela sui mercati azionari, con gli operatori impegnati a valutare gli effetti delle nuove tensioni geopolitiche. Nella stessa giornata il rendimento del Btp a dieci anni è tornato a salire in area 4%, evidenziando il movimento dei mercati obbligazionari in un contesto caratterizzato da maggiore prudenza.
L’andamento negativo ha coinvolto anche le principali Borse europee come Francoforte, Londra e Parigi, tutte interessate dalla fase di debolezza generata dal nuovo scenario internazionale. La reazione dei mercati si è concentrata soprattutto sul ritorno dell’incertezza legata ai rapporti tra Stati Uniti e Iran e sulle possibili conseguenze del rialzo del petrolio. Le quotazioni del greggio hanno quindi assunto un ruolo centrale nella giornata finanziaria, dopo il ritorno verso livelli che hanno riportato l’attenzione sul rischio di nuove pressioni sui prezzi dell’energia.




