Gigante a Val d'Isère: Brennsteiner domina la prima manche, Odermatt arranca

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La ripidità tecnica della Face de Bellevarde a Val d'Isère ha ridisegnato, almeno provvisoriamente, le gerarchie del gigante di Coppa del Mondo. In una prima manche disputata sotto un sole accecante, che nelle fasi successive lascerà il posto alla tradizionale luce calante, a primeggiare è stato l'austriaco Stefan Brennsteiner. Il vincitore della tappa di Copper Mountain ha sciato con un'aggressività chirurgica, imponendo il suo ritmo su un tracciato che, al contrario, non ha regalato certezze al dominatore in carica della specialità. Marco Odermatt, il quale su questa pista vanta un dominio ininterrotto di quattro successi, ha infatti inciampato in un errore nel secondo settore, uno scarto di linea che l'ha proiettato in una posizione insolita: il quarto posto, a ben 46 centesimi dal leader. Un distacco significativo, che costringe lo svizzero a una rimonta nella seconda prova, se intende preservare la sua striscia di vittorie in questo difficile pendio.

Vinatzer convince, l'Italia è in vista del podio

Se l'azzurro più in vista è risultato Alex Vinatzer, sesto a 73 centesimi, il quale ha saputo correggere il tiro dopo una partenza "un po' troppo rotonda", per usare le sue parole, alzando decisamente la marcia nella parte bassa. Una prestazione che, dopo il secondo posto di Beaver Creek, lo conferma fra i potenziali pretendenti al podio. Lo stesso si può affermare per Luca De Aliprandini, dodicesimo, e per Giovanni Borsotti, quattordicesimo, i quali, pur con qualche imperfezione, si sono piazzati in una zona di classifica che permette di giocarsela nella manche decisiva. Simon Della Vite, venticinquesimo, dovrà invece compiere una rimonta più impegnativa, sebbene i distacchi generali non siano ancora proibitivi. Le loro performances, nel complesso, delineano un quadro di squadra competitivo, capace di lottare per i piazzamenti di vertice in una specialità spesso avara di soddisfazioni.

Una seconda manche tutta da giocare

La classifica, del resto, appare estremamente compressa alle spalle di Brennsteiner, con il norvegese Henrik Kristoffersen e il suo connazionale Timon Haugan a fare da immediati inseguitori, seguiti appunto da Odermatt e dall'altro elvetico Loïc Meillard. Una situazione che promette una seconda manche di altissima tensione, una vera e propria "rumba" tra i gigantisti più forti del circuito, dove il margine dell'austriaco leader potrà essere difeso solo con un altro giro perfetto. La pista, che perderà luce man mano che procederà la gara, aggiungerà un ulteriore elemento di variabile e di difficoltà tecnica, mettendo alla prova non solo il talento puro degli atleti, ma anche la loro capacità di adattamento e freddezza.

Le emozioni oltre il cronometro

Accanto alle pure dinamiche di gara, il gigante di Val d'Isère ha registrato anche momenti di intensa partecipazione emotiva. Luca De Aliprandini, visibilmente provato, ha faticato a trattenere le lacrime nel post-manche, un turbamento legato non alla propria performance ma agli eventi che hanno recentemente coinvolto la sciatrice Michelle Gisin. Episodi di cronaca nera, sui quali le indagini proseguono, che hanno toccato da vicino l'ambiente dello sci, ricordando come, al di là dei traguardi sportivi, gli atleti siano prima di tutto persone immerse nelle complessità della vita. Un aspetto che ha aggiunto un velo di commozione a una giornata altrimenti totalmente dedicata all'agonismo più puro.

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