Nba, i conti non tornano ancora: Knicks sbancano Boston, Lakers e Rockets non mollano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La regular season della Nba 2025-2026, quella che solitamente si usa definire la maratona prima della volata finale, sta per archiviare il quarantunesimo e ultimo minuto di gioco, lasciando sul parquet soltanto conti matematici ancora da pareggiare e posizioni in classifica che nemmeno un’ora di supplementare potrebbe rendere meno convulse. Nella notte italiana, sei franchigie sono scese in campo con l’evidente consapevolezza che ogni possesso, in questa fase, vale quanto un’intera stagione. A fare la voce grossa, tra le mura amiche del Madison Square Garden, ci hanno pensato i New York Knicks, capaci di infliggere ai Boston Celtics un passivo pesante non tanto nel punteggio – 112 a 106 il finale – quanto nelle implicazioni per la corsa al secondo seed ad Est.

Josh Hart, che di mestiere fa l’esterno con la propensione a sporcarsi le mani, ha letteralmente incendiato il parquet newyorchese firmando una prova da 26 punti condita da una freddezza chirurgica nel momento più caldo della contesa; lo ha spalleggiato Jalen Brunson, autore di 25 punti e 10 assist, il quale ha gestito i ritmi offensivi come un vecchio orchestrale. La notizia, però, non è solo il risultato in sé, quanto l’eccezionalità del contesto: Jayson Tatum, tornato proprio sul parquet dove, circa un anno fa, aveva lasciato la sua stagione (e forse qualcosa di più) in barella a causa della rottura del tendine d’Achille, ha provato a rispondere presente con 24 punti, 13 rimbalzi e 8 assist, ma la sua prestazione non è bastata a evitare il ko a una squadra che, nonostante il record di 54 vittorie, vede ora i Knicks (52-28) avvicinarsi pericolosamente.

Il ritorno di Tatum e la spinta decisiva di Hart

Tatum è stato accolto dagli applausi – quelli veri, non quelli di circostanza – di un pubblico che rispetta il nemico, ma che non gli avrebbe mai regalato la vittoria. Il suo rientro in quel preciso contesto emotivo, va detto, ha restituito una partita sporca, nervosa, piena di contatti, dove Boston ha provato a scappare sfruttando le triple dalla panchina di Baylor Scheierman. Ma è stato nel crunch time che Josh Hart ha preso per mano i suoi: due triple negli ultimi 42 secondi, una delle quali da sei punti potenziali con 15 secondi sul cronometro, hanno rispedito al mittente ogni tentativo di rimonta ospite. New York crede ancora nel secondo posto, e se i conti tornassero con due vittorie e altrettante sconfitte dei rivali, il fattore campo per le semifinali d’area diventerebbe una possibilità concreta, anche grazie al tie-break favorevole conquistato nella serie stagionale.

L’ovest è un’altra storia: LeBron domina, Houston vola

Spostandoci a Ovest, il quadro assume contorni altrettanto fluidi ma con attori differenti. I Golden State Warriors, privi del loro totem Steph Curry (tenuto a riposo precauzionale per non affaticare il ginocchio in una gara forse considerata meno decisiva), hanno dovuto cedere il passo ai Los Angeles Lakers di LeBron James. Il risultato di 119-103 per i gialloviola, maturato al Chase Center, porta la firma indelebile del numero 23: LeBron ha messo insieme una doppia doppia da 26 punti e 11 assist, aggiungendoci 8 rimbalzi quasi per abitudine. Senza Curry in campo, la sfida ha perso quel sapore epico a cui ci avevano abituati le finali degli anni passati, ma ha guadagnato in sostanza per i Lakers, che agganciano così Houston al quarto posto, a caccia della posizione utile per avere il vantaggio casalingo nel primo turno.

Se i Lakers hanno approfittato dell’assenza del loro rivale storico, gli Houston Rockets non hanno avuto bisogno di regali. La squadra texana ha incassato l’ottava vittoria consecutiva superando i Philadelphia 76ers per 113-102, con un Kevin Durant che ha sfiorato il trentello fermandosi a 29 punti. A fare la differenza, in questo caso, è stata anche la gestione dell’emergenza avversaria: Philadelphia, che sta lottando per entrare nei giochi che contano, ha dovuto fare i conti con l’assenza improvvisa di Joel Embiid, sottoposto a un intervento d’urgenza per appendicite poche ore prima del salto a due. Un colpo durissimo per i Sixers, che hanno provato a reagire con Tyrese Maxey (23 punti) ma sono crollati nel momento decisivo, subendo la freddezza di Durant dalla lunga distanza.

Toronto scalpita, Miami sprofonda senza l’italiano

Nell’altra partita che muove la classifica a Est, c’è da registrare l’ennesima prova di forza dei Toronto Raptors, che hanno liquidato i Miami Heat con un netto 128. Il vero mattatore della serata canadese è stato Brandon Ingram, scatenato al punto da realizzare 38 punti conditi da una prima metà di gara semplicemente perfetta (23 punti già nell’intervallo). Per i Raptors, che scavalcano Atlanta portandosi al quinto posto, si tratta di un successo che sa di svolta: la squadra è sulla buona strada per assicurarsi un posto diretto ai playoff, un obiettivo che mancava dal 2022. Al contrario, il momento dei Miami Heat è diventato francamente preoccupante: decima sconfitta nelle ultime tredici uscite, con la beffa, per quanto riguarda il contesto italiano, della panchina mai utilizzata per Simone Fontecchio. L’azzurro, nonostante la gara fosse già ampiamente indirizzata, non ha ricevuto nemmeno un minuto dal proprio coach, rimanendo a guardare i compagni travolti dalla valanga offensiva dei Raptors. Miami è ormai inchiodata alla lotteria del play-in, e il finale di stagione promette scintille pericolose più che spiragli di gloria.

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