Striscia la notizia prova il rilancio in prima serata tra conferme e ospiti a sorpresa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La storica trasmissione di Antonio Ricci, dopo la sospensione del format quotidiano, affronta la sfida del palinsesto serale con una formula che mescola la tradizione consolidata a incursioni inedite. Nella prima delle cinque puntate previste, infatti, è apparso un contributo speciale di Maria De Filippi, affiancata da Tina Cipollari e Giovannino, in una veste del tutto nuova per la conduttrice: quella di inviata, chiamata a consegnare la caratteristica targa di rimprovero a chi occupa abusivamente i parcheggi riservati. Una scelta, quella di ricorrere a volti noti dello spettacolo, che mira esplicitamente ad allargare la platea degli spettatori, cercando di sfruttare l'audience della fascia più prestigiosa della serata televisiva. Nonostante questo tentativo di rinnovare il proprio appeal, però, la struttura del programma rimane ancorata a ciò che il pubblico ha sempre conosciuto, con i suoi servizi, le sue rubriche fisse e i suoi personaggi iconici, in un'operazione che sembra più un adattamento formale che una trasformazione sostanziale del prodotto.
Il tapiro per un successo "mancato" e le pagelle dei protagonisti
La seconda puntata ha proseguito sul solco tracciato, ospitando un altro nome di primo piano come Checco Zalone, a cui Valerio Staffelli ha consegnato il celebre tapiro d'oro. La motivazione, in quel tipico stile tra l'ironico e il paradossale che contraddistingue il premio, ha riguardato il "dolore" per non aver raggiunto la soglia dei cento milioni di incassi con l'ultimo film, "Buen Camino", nonostante il traguardo record già ottenuto. Alla consegna ha partecipato anche il regista Gennaro Nunziante, in un momento che ha unito la satira alla celebrazione di un fenomeno cinematografico italiano. Nella stessa serata, come di consueto, non sono mancate le valutazioni sui protagonisti del piccolo schermo, con le pagelle che hanno visto, tra gli altri, Gerry Scotti oggetto di una presa in giro e un ritorno di Lorella Cuccarini ai livelli di una volta.
L'audacia di Ricci e il confronto con i dati d'ascolto
L'operazione complessiva, voluta con determinazione da Antonio Ricci e dalla sua squadra, dimostra la volontà di difendere e perpetuare un marchio televisivo di lunga durata in un contesto radicalmente mutato. L'esordio, dal punto di vista degli indici di gradimento, ha dato segnali positivi, superando la quota del diciotto per cento di share, un risultato che ha spinto gli autori a puntare ancora più in alto per gli appuntamenti successivi. La presenza di figure come Fiorello, già nella puntata d'esordio, e poi di Checco Zalone, risponde alla necessità di creare eventi e attirare l'attenzione, in una logica di palinsesto che è tipica della prima serata e che si discosta dalla ritualità quotidiana della striscia. Il programma, dunque, naviga tra due acque: da un lato la fedeltà a sé stesso e alla propria storia, dall'altro la ricerca di un nuovo equilibrio in uno spazio televisivo più competitivo e carico di aspettative.
Tra satira di costume e cronaca nera: il perimetro invariato
Sebbene la veste sia cambiata, il contenuto proposto mantiene il suo perimetro tradizionale, spaziando dalla satira di costume, come nel servizio sulla sosta selvaggia, alla trattazione di fatti di cronaca, seppur con il linguaggio e le modalità proprie del format. Le inchieste, che spesso hanno scoperchiato vicende intricate, vengono portate avanti con il consueto approccio, concentrandosi sugli sviluppi giudiziari e sulle indagini in corso, presentando i fatti in modo rispettoso, senza scivolare nel dettaglio esplicito o nella spettacolarizzazione del dolore. È in questo solco che il programma cerca di ritrovare la propria identità, provando a trasferire in un contenitore più ampio quel misto di denuncia e intrattenimento leggero che per anni ne ha costituito la cifra stilistica, mentre il panorama dell'informazione continua a evolversi.




