Porpiglia di Msf: "Ecco cosa non vi hanno detto sull'invasione di Gaza City"
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Redazione Esteri
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Enzo Porpiglia, coordinatore Emergenze e responsabile missione Palestina e Medici Senza Frontiere, intervenendo alla Festa del Fatto Quotidiano in un incontro che vedeva anche la relatrice speciale Onu Francesca Albanese, ha offerto una testimonianza diretta e cruda degli ultimi sviluppi nella Striscia. Avendo visitato Gaza ripetutamente nell’ultimo anno e mezzo, il suo racconto si concentra sulle conseguenze dell’assalto israeliano alla zona nord, descrivendo un esodo di massa che l’Onu ha già denunciato come sfollamento forzato.
Le sue parole si inseriscono in un contesto internazionale sempre più allarmato, tanto che una Commissione d’Inchiesta dell’Onu ha parlato, per la prima volta in modo ufficiale, di genocidio in corso. A questo giudizio severo, che Israele rigetta fermamente attribuendo le operazioni alla necessità di combattere Hamas, si unisce l’appello di oltre venti organizzazioni umanitarie attive sul territorio; esse esortano i governi ad agire immediatamente per scongiurare quella che definiscono la totale distruzione della vita a Gaza e porre fine all’occupazione.
La gravità della crisi umanitaria, che si aggrava con ogni nuova operazione militare, ha varcato i confini del dibattito politico tradizionale, catturando l’attenzione di figure di alto profilo mondiale. Il pilota di Formula 1 Lewis Hamilton, noto per il suo impegno sociale, ha utilizzato i propri canali per invitare a donare, definendo apertamente “genocidio” quanto accade e affermando che “non possiamo restare a guardare”. Il suo messaggio, che cita esplicitamente il rapporto delle Nazioni Unite, riflette una presa di coscienza che va oltre le usuali dichiarazioni pubbliche.




