Agcom avvia consultazione per i numeri brevi contro il telemarketing aggressivo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La battaglia contro l'assedio telefonico, un fenomeno che negli ultimi anni ha eroso la serenità domestica e la fiducia nel telefono, si prepara a un cambio di passo significativo. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dopo aver perfezionato sistemi di filtraggio che hanno bloccato milioni di chiamate fraudolente, concentra ora la sua azione sul versante della trasparenza, proponendo uno strumento in grado di distinguere in modo netto il marketing legittimo dalle truffe. L'obiettivo dichiarato è restituire credibilità al contatto vocale, restringendo gli spazi operativi di chi utilizza numerazioni contraffatte per colpire gli utenti.
La proposta: numerazioni brevi come "marchio" di riconoscibilità
Il cuore della strategia, su cui l'organismo regolatorio ha avviato una consultazione pubblica della durata di quarantacinque giorni, risiede nell'assegnazione di numeri a tre cifre – le cosiddette numerazioni brevi – alle aziende autorizzate a svolgere attività di teleselling. Questi codici, che diverrebbero il "marchio di fabbrica" visibile sul display di chi riceve la chiamata, mirano a soppiantare l'attuale sistema, dove le società commerciali utilizzano prevalentemente numeri geografici o mobili, facilmente clonabili o manipolabili attraverso la tecnica dello "spoofing". Proprio questa pratica, che permette di falsificare il numero in chiamata mascherando la reale provenienza, ha alimentato un'ondata di tentativi di frode, alcuni dei quali hanno avuto esiti drammatici, come dimostrano diverse inchieste della magistratura che hanno portato alla luce organizzazioni dedite all'inganno sistematico di persone vulnerabili.
Uno sguardo al display per fare chiarezza
La logica sottostante è di una semplicità immediata: se comparirà un numero a tre cifre, il cittadino potrà avere la certezza che dall'altra parte del ricevitore opera effettivamente l'ente o l'impresa che dichiara di rappresentare. Si tratterebbe, in sostanza, di una lista ufficiale e protetta, gestita e vigilata dall'Agcom, in grado di certificare l'identità del chiamante. Questo meccanismo, che potrebbe divenire operativo già a inizio del prossimo anno, non eliminerebbe le chiamate promozionali in sé, ma ne rivoluzionerebbe la percezione, trasformandole da elementi potenzialmente minacciosi a contatti identificabili e, quindi, gestibili. Molti, del resto, avevano imparato a diffidare di qualsiasi numero sconosciuto, con il risultato di ignorare anche comunicazioni legittime e importanti.
Un tassello in una strategia più ampia
L'iniziativa sulla numerazione breve non è un intervento isolato, bensì l'evoluzione di un percorso di contrasto al telemarketing illecito che ha visto l'Autorità impegnata su più fronti. La modifica del Piano di numerazione nazionale, oggetto della consultazione, si innesta in un quadro di regole e azioni di vigilanza che hanno già prodotto risultati tangibili nella limitazione del "traffico fantasma". La scelta di aprire un periodo di consultazione pubblica riflette l'intenzione di valutare l'impatto tecnico e commerciale della misura, ascoltando le osservazioni di tutti gli operatori del settore prima della sua definitiva attuazione. Si pone così una barriera tecnologica e regolamentare più alta, destinata a complicare notevolmente la vita agli autori di chiamate abusive, i quali vedrebbero venir meno il loro principale strumento di camuffamento.




