Nuovo forte terremoto in Afghanistan, venti morti e centinaia di feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un sisma di magnitudo 6.3, il secondo di intensità significativa a colpire la regione nel giro di soli due mesi, ha scosso nel cuore della notte le province centro-settentrionali dell'Afghanistan, costringendo moltissimi, tra cui un numero elevato di minori, ad abbandonare in fretta e furia le proprie abitazioni, per cercare un riparo precario all'addiaccio. L'epicentro del terremoto, stando ai rilievi tecnici, è stato localizzato a sudest della città di Mazar-e-Sharif, nella provincia di Samangan, a una profondità relativamente bassa che, com'è noto, tende ad amplificare la potenza distruttiva delle scosse, nonostante alcune di esse si siano verificate a un'ora di distanza dai centri urbani più popolosi.

Il bilancio provvisorio e la macchina dei soccorsi

All'indomani dell'evento sismico, il primo bilancio, ancora provvisorio e purtroppo destinato a peggiorare man mano che le squadre di emergenza riusciranno a raggiungere le aree più remote, parlava di almeno venti vittime accertate. Oltre a queste, si contano centinaia di feriti, dei quali una parte – venticinque, secondo le prime stime della protezione civile – in condizioni ritenute gravi, tanto da richiedere un immediato trasferimento verso strutture ospedaliere meglio attrezzate. Le operazioni di soccorso, che procedono tra notevoli difficoltà logistiche, si concentrano nello sgombero delle macerie che ostruiscono le vie di comunicazione, dove gli abitanti stessi, con quel poco che hanno a disposizione, tentano di ripulire ciò che resta delle loro case.

La fragilità di un territorio già provato

La sequenza sismica, la quale ha provocato il crollo di numerosi edifici, spesso costruiti con materiali poveri e in zone ad alto rischio, non fa che aggravare una situazione umanitaria già estremamente critica per la popolazione afghana. Organizzazioni internazionali, le cui squadre sono già mobilitate, hanno sottolineato come l'evento abbia colpito in modo particolare i bambini, molti dei quali sono stati costretti a fuggire nel buio, affrontando il trauma e la paura senza avere un luogo sicuro dove rifugiarsi. La stessa organizzazione che si occupa della protezione dell'infanzia ha disposto l'invio immediato di un team sanitario specializzato, il quale dovrà far fronte alle necessità più urgenti.

Una storia che si ripete

Questo terremoto, che riporta alla memoria il disastro di pochi mesi fa, evidenzia con drammatica chiarezza la vulnerabilità sismica di un Paese la cui geografia, caratterizzata da un'orografia complessa e da faglie attive, lo espone a fenomeni di questo tipo con una frequenza che le infrastrutture locali non sono in grado di assorbire. Le immagini delle strade distrutte e dei palazzi in frantumi, che circolano dalle zone colpite, mostrano un paesaggio di devastazione nel quale la ripresa, già di per sé lenta e faticosa, viene sistematicamente interrotta da nuovi eventi catastrofici, i quali rendono quasi vano ogni sforzo di ricostruzione e di ritorno a una parvenza di normalità.

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