Incendio doloso a Ciampino, arrestato un uomo per attentato alla sicurezza dei trasporti
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Redazione Interno
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Momenti di tensione e caos hanno caratterizzato la mattinata di mercoledì 5 febbraio all’aeroporto di Ciampino, il secondo scalo romano per traffico passeggeri, dove un incendio doloso ha costretto alla sospensione delle operazioni di volo per quasi sei ore. Le fiamme, divampate in un locale tecnico alla base della torre di controllo, hanno provocato l’evacuazione del personale e il dirottamento di diversi voli su Fiumicino. La polizia, intervenuta tempestivamente, ha arrestato un uomo di 36 anni, cittadino georgiano, giunto in Italia da pochi giorni, sospettato di aver appiccato il rogo. L’indagine, ancora in corso, mira a chiarire le dinamiche dell’accaduto e a verificare eventuali collegamenti con altre attività illecite.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato un atto intenzionale, con l’obiettivo di compromettere la sicurezza dei trasporti. Il fumo, penetrato nella sala operativa, ha reso necessario l’allontanamento del personale, mentre i voli in arrivo e in partenza – dieci i primi, sette i secondi – sono stati deviati verso Fiumicino. Nonostante il panico iniziale, l’Enav, l’ente nazionale per l’assistenza al volo, ha confermato che non sono stati rilevati danni alle apparecchiature essenziali per la gestione del traffico aereo, permettendo la ripresa regolare delle attività poche ore dopo l’incidente.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenuto nel pomeriggio durante l’evento “AirPort Day – Aeroporti in pista per il Paese”, ha definito l’episodio un “atto criminale”, esortando le forze dell’ordine a indagare a fondo non solo sull’incendio, ma anche su altre “stranezze” riscontrate nei giorni scorsi, tra cui anomalie sui binari ferroviari. Salvini ha espresso preoccupazione per possibili azioni di sabotaggio legate a battaglie politiche o sindacali, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza delle infrastrutture critiche del Paese.
L’arresto del cittadino georgiano, avvenuto poco dopo l’incendio, rappresenta un primo passo verso la ricostruzione dei fatti. Le autorità stanno ora cercando di accertare le motivazioni alla base del gesto, valutando se si tratti di un atto isolato o di un’azione coordinata. L’episodio, che ha riportato alla mente precedenti casi di sabotaggio ai danni di infrastrutture di trasporto, solleva interrogativi sulla vulnerabilità di strutture strategiche come gli aeroporti, spesso esposte a rischi di natura diversa, dalla criminalità organizzata ai conflitti interni.




