Intelligenza artificiale cinese, il sorpasso sulla Silicon Valley si avvicina
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Redazione Economia
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Il vantaggio dell’intelligenza artificiale sviluppata nella Silicon Valley rispetto ai sistemi cinesi potrebbe essersi ridotto a settimane o persino giorni, mentre la Cina accelera nello sviluppo di modelli sempre più avanzati. L’intelligenza artificiale cinese è al centro di una competizione tecnologica che coinvolge aziende statunitensi e asiatiche, con nuovi strumenti destinati a incidere sul lavoro e sulla guerra. Il condizionale resta necessario perché il mega-modello da 10.000 miliardi di parametri a cui starebbe lavorando la pechinese ByteDance non è ancora disponibile sul mercato, ma il progetto si inserisce in una tendenza già evidente: i progressi della tecnologia cinese stanno aumentando rapidamente.
Il confronto tra Cina e Silicon Valley si sta quindi spostando su un terreno dove velocità di sviluppo, prestazioni e costi hanno assunto un ruolo centrale. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il possibile nuovo modello di ByteDance rappresenta uno degli sviluppi più rilevanti di una fase in cui la distanza tecnologica tra i due poli appare sempre più contenuta. L’intelligenza artificiale sviluppata in Cina sta attirando attenzione anche fuori dal Paese grazie alla combinazione tra prezzi più bassi e capacità elevate, elementi che hanno portato alcune aziende occidentali a valutare o adottare soluzioni alternative rispetto ai modelli statunitensi.
Le aziende occidentali scelgono nuovi modelli di intelligenza artificiale
Nel giugno 2026 Coinbase ha annunciato che, per i compiti di routine, i propri dipendenti non avrebbero più utilizzato i modelli di intelligenza artificiale di OpenAI e Anthropic, sostituendoli con i sistemi cinesi GLM 5.2 di Zhipu e K2.7 di Kimi. La scelta del colosso delle criptovalute si inserisce in un movimento più ampio che coinvolge anche altre aziende internazionali. Shopify, Siemens e Airbnb hanno infatti adottato decisioni simili, con Airbnb che per le attività di assistenza clienti è passata da ChatGPT a Qwen di Alibaba.
Anche Microsoft starebbe valutando un passaggio analogo, secondo le informazioni riportate nel testo, mostrando come i modelli cinesi di intelligenza artificiale siano entrati nel confronto diretto con le principali soluzioni sviluppate negli Stati Uniti. La diffusione di questi strumenti è legata soprattutto alla possibilità di ottenere prestazioni elevate con costi inferiori, un elemento che sta modificando le scelte delle aziende alla ricerca di sistemi più efficienti per attività quotidiane e operative.
La sfida sulla tecnologia e il caso del model distillation
La competizione tra aziende cinesi e statunitensi riguarda anche la protezione della tecnologia sviluppata dai grandi laboratori di intelligenza artificiale. A marzo Anthropic ha inserito segretamente un codice di tracciamento nella chatbot per programmatori Claude Code con l’obiettivo di individuare clienti che utilizzassero fusi orari cinesi o domini web collegati ad aziende di intelligenza artificiale della Cina. Alla base dell’iniziativa c’era il sospetto che alcuni rivali cinesi stessero utilizzando tecniche di model distillation per sottrarre tecnologia costosa e migliorare i propri sistemi.
La diffusione della notizia da parte di uno sviluppatore ha generato critiche legate alla tutela della privacy e ha portato Anthropic a disabilitare il monitoraggio. L’azienda californiana ha definito la vicenda un “esperimento” e ha annunciato l’introduzione futura di meccanismi di difesa più sofisticati. Il caso mostra uno degli aspetti più delicati della competizione sull’intelligenza artificiale: oltre alla capacità dei modelli, il confronto riguarda anche la protezione degli strumenti e delle tecnologie utilizzate per svilupparli.
Negli Stati Uniti, intanto, la strategia sull’intelligenza artificiale continua a essere caratterizzata da elementi di confusione, mentre i progressi cinesi aumentano la pressione sui principali operatori americani. La crescita dei modelli sviluppati in Cina, l’adozione da parte di alcune aziende occidentali e il confronto sulla sicurezza tecnologica rappresentano i principali elementi emersi nella nuova fase della competizione globale sull’intelligenza artificiale.
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