Geox lancia il Climasandal, la suola che ventila il piede a ogni passo
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Redazione Economia
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Il concetto di “scarpa che respira”, un’ossessione tecnologica nata dall’intuizione di un’azienda veneta e diventata un marchio di fabbrica riconosciuto in oltre cento Paesi, cambia ora definitivamente registro: non si tratta più soltanto di far uscire l’umidità, ma di produrre attivamente aria fresca. Geox, proprio mentre le previsioni meteo descrivono un’estate alle porte caratterizzata da temperature da record, ha scelto di presentare a Milano il suo ultimo brevetto globale, un sistema che trasforma il movimento naturale della camminata in un flusso costante di ventilazione.
Si chiama Climasandal ed è, nelle intenzioni del presidente dell’azienda, la risposta più concreta a un’esigenza finora trascurata dal mercato: tenere i piedi asciutti e freschi quando il termometro sale, senza ricorrere a sensori elettronici o batteria, affidandosi esclusivamente all’ingegneria meccanica applicata alla suola.
Il sistema di ventilazione attiva e la suola ultraleggera
Il cuore pulsante di questo nuovo modello, presentato in una versione maschile e due femminili per la Primavera-Estate 2026, è ciò che i tecnici hanno battezzato Ventilated Cushioning System. Sotto la superficie apparentemente tradizionale del sandalo, gli ingegneri hanno integrato una micro pompa meccanica posizionata strategicamente nella zona del tallone; si tratta di un cuscinetto morbido che, comprimendosi sotto il peso del corpo a ogni singolo passo, spinge l’aria attraverso canali specifici fino alla parte anteriore della pianta.
L’effetto finale, garantito dalla fuoriuscita di questo flusso attraverso dei microfori posizionati sotto le dita, è una sensazione di freschezza costante che si adatta automaticamente al ritmo di chi cammina: più la falcata è rapida, maggiore è il volume d’aria generato. Per rendere il tutto ancora più funzionale, la suola è stata ridisegnata da capo per risultare più leggera del 40% rispetto a un comune sandalo estivo, un dettaglio che incide in modo significativo sulla percezione di benessere generale durante le lunghe giornate all’aria aperta.
L'incontro tra moda, necessità climatica e strategia commerciale
Non si tratta soltanto di una trovata pubblicitaria, ma di un investimento produttivo ponderato, tanto che l’amministratore delegato del marchio ha rivelato come il progetto, una volta avviato, sia stato realizzato in tempi record di cinque mesi.
Con circa ventimila paia già prodotte e oltre tredicimila distribuite per testare la reazione del mercato a un prezzo compreso tra i 99 e i 119 euro, l’obiettivo è intercettare quella fetta consistente di consumatori per i quali, come ha sottolineato il fondatore, il sandalo rappresenta il sessanta per cento degli acquisti estivi tradizionali senza che nessuno, fino a oggi, avesse pensato a innovare seriamente il settore.
L’analisi dei nuovi scenari climatici, sempre più caratterizzati da stagioni calde e prolungate, ha fornito la giustificazione scientifica a un’idea che, in realtà, era custodita nel cassetto da tempo in attesa del momento giusto per essere implementata.
Mirko Frezza, dal mattatoio alla ribalta cinematografica
Un’altra storia di trasformazione e riscatto, sebbene profondamente diversa e radicata nell’esperienza umana e sociale, arriva intanto dal mondo del cinema con l’attore, reduce dal successo televisivo di “Rocco Schiavone” e oggi protagonista del film “Il tempo è ancora nostro”. Mirko Frezza, romano, ha raccontato in più di un’intervista il proprio percorso personale accidentato – un passato segnato da risse giovanili e dal lavoro al macello – che lo ha portato a vedere nel cinema non solo una professione ma una vera e propria forma di rinascita.
Nella pellicola, uscita nelle sale da qualche settimana e diretta da un regista sensibile a queste tematiche, l’attore interpreta un uomo segnato dagli eccessi del passato che, grazie alla passione per un gioco apparentemente elitario come il golf, cerca di ricucire un’amicizia antica con un compagno di gioventù.
Si tratta di una narrazione, quella delle seconde possibilità, che l’interprete conosce bene avendola vissuta sulla propria pelle, passando dalle difficoltà economiche e dalle dipendenze fino a calcare i red carpet dei festival, ottenendo anche riconoscimenti pubblici per il proprio impegno nella rinascita personale.




