Trump e la forma fisica, il New York Times solleva dubbi
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Redazione Esteri
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Donald Trump, che non perde occasione per definire "sleepy Joe" il suo predecessore, si trova ora a dover respingere le accuse di un prestigioso giornale come il New York Times, il quale, analizzando meticolosamente la sua agenda, ha dipinto un quadro di un presidente meno visibile e, secondo la testata, visibilmente affaticato. L'articolo, che ha scatenato l'immediata e irata reazione del tycoon, evidenzia come i suoi impegni pubblici siano calati in maniera significativa, circa del 39%, con una giornata lavorativa che si concentrerebbe principalmente nelle ore centrali, da mezzogiorno alle cinque del pomeriggio. La risposta di Trump, arrivata attraverso i suoi consueti canali, non si è fatta attendere ed è stata tanto secca quanto prevedibile, liquidando il giornale come "scadente" e ribadendo con forza le sue buone condizioni di salute.
L'analisi del New York Times
Secondo l'inchiesta del quotidiano, il presidente, che ha 79 anni, apparirebbe meno presente sulla scena pubblica rispetto al suo primo mandato, mostrando, a detta dei giornalisti, segni di una stanchezza fisica che ormai faticherebbe a celare. Il numero dei viaggi è diminuito, così come gli eventi pubblici, con un'agenda che sembra essere stata riorganizzata in modo da concentrare gli impegni in una finestra temporale piuttosto ristretta. Il giornale, il quale ha ricordato anche l'episodio di un pisolino fatto nello Studio Ovale, sostiene che le sue condizioni "stanno peggiorando", un'affermazione che va ben oltre la semplice cronaca e che tocca un nervo scoperto dell'amministrazione, soprattutto per un leader che ha spesso fatto dell'energia e della vitalità un suo cavallo di battaglia.
Il peso degli impegni internazionali
A gravare sulle spalle dell'inquilino della Casa Bianca, contribuendo a quel senso di affaticamento descritto dal New York Times, ci sono le numerose e complesse questioni di politica estera che richiedono la sua attenzione. Il fronte mediorientale, con le sue tensioni perenni, il conflitto in Ucraina, e le delicate trattative commerciali con l'Unione Europea sui dazi, rappresentano solo alcuni dei dossier aperti che esigono un costante impegno. A questi, poi, si aggiungono le dinamiche della politica interna, come le recenti dimissioni di una deputata repubblicana molto vicina al presidente, eventi che inevitabilmente caricano di ulteriore pressione la sua quotidianità.
La replica del presidente
La reazione di Trump all'articolo è stata veemente, definendo i giornalisti "matti" e rifiutando ogni accusa con il suo stile diretto e polemico. C'è una certa ironia, che il pezzo del Times sottintende, nel fatto che l'uomo che, da outsider, aveva demolito un avversario etichettandolo come "low energy" e associandolo all'immagine di un pupazzo con le batterie scariche, si trovi oggi a doversi difendere da critiche quasi identiche. La sua replica, per quanto sferzante, non entra nel merito dei dati presentati sull'agenda, ma si limita a un attacco personale verso il giornale e a un'autodichiarazione del proprio stato di forma, lasciando senza una smentita puntuale le osservazioni sulla riduzione dei suoi impegni pubblici.




