La maratona esce dai Mondiali di atletica dal 2031, World Athletics la trasforma in evento a sé
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Redazione Sport
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Una cesura netta, destinata a ridisegnare il panorama dell’atletica mondiale, è stata annunciata da World Athletics con un comunicato che, per quanto asciutto nella forma, contiene una portata rivoluzionaria nei contenuti: la maratona, regina delle gare su strada, non farà più parte del programma dei Campionati mondiali di atletica leggera a partire dal 2031, mentre l’anno precedente, il 2030, segnerà l’inizio di un nuovo corso con un evento iridato autonomo, dedicato esclusivamente ai 42 chilometri e 195 metri. Una decisione, quella della federazione guidata da Sebastian Coe, che non lascia spazio a mezze misure e che, di fatto, anticipa una separazione progressiva ma definitiva tra la disciplina più iconica e il contesto tradizionale dei Mondiali, dove la maratona ha sempre rappresentato – lo si può dire senza timore di smentita – uno dei momenti di maggiore suggestione e copertura mediatica.
Un nuovo format annuale per la sola regina delle distanze
Il meccanismo pensato da World Athletics, lungi dall’essere una semplice espulsione, si configura piuttosto come una rifondazione completa del calendario. Dal 2030, infatti, verranno istituiti i Campionati mondiali di maratona, un appuntamento annuale che alternerà di anno in anno la gara maschile e quella femminile, offrendo così a ciascuna categoria una ribalta dedicata e senza sovrapposizioni. Non si tratta, lo si sottolinea, di un’eliminazione secca: la 42 km resterà ancora nei Mondiali tradizionali per le edizioni del 2027 e del 2029, per poi staccarsi definitivamente. Parallelamente, verranno mantenuti i Mondiali di corsa su strada, a dimostrazione che l’interesse per le discipline asfaltate non viene meno, ma viene semmai ridistribuito in contenitori distinti. Possibile, secondo alcune indiscrezioni raccolte negli ambienti federativi, che Atene venga scelta come sede ideale per la prima edizione di questo nuovo campionato, in un ideale ritorno alle origini della distanza olimpica.
Il nodo della marcia e le altre specialità su strada
Un interrogativo, tuttavia, resta aperto e aleggia sulle righe del comunicato ufficiale: cosa ne sarà della marcia? A rigore di logica, essendo anch’essa una disciplina che si svolge su strada, il suo futuro nel contesto iridato tradizionale appare quantomeno incerto, se non minacciato da un analogo destino di separazione. World Athletics, però, non ha ancora fornito chiarimenti puntuali al riguardo, lasciando intendere – tra le pieghe di una scelta che sembra pensata innanzitutto per la maratona – che altri provvedimenti potrebbero seguire, magari in un secondo tempo, senza che per ora si possano fare previsioni certe. La marcia, insomma, resta in una sorta di limbo organizzativo, in attesa di capire se verrà assorbita nei nuovi Campionati mondiali di maratona (poco probabile, data la specificità tecnica) o se godrà di una propria manifestazione separata.
Una rivoluzione annunciata che ridisegna le gerarchie
La scelta, per quanto improvvisa nel modo in cui è stata resa pubblica, affonda le radici in una riflessione più ampia sulla sovraesposizione del calendario e sulla necessità di valorizzare la maratona non come una disciplina tra le tante, ma come un evento autonomo, capace di attrarre risorse, sponsor e attenzione mediatica senza dover competere con le gare in pista o con i concorsi. Coe stesso l’ha definita “una celebrazione globale per onorare la storia della maratona”, un’espressione che lascia intendere una volontà quasi rituale nell’elevare la 42 km a dignità pari – se non superiore – a quella dei campionati generali. Resta da vedere come reagiranno le federazioni nazionali, molte delle quali dovranno rivedere i propri piani di qualificazione e i criteri di selezione; per ora, la notizia ha scosso l’ambiente, senza che siano emerse prese di posizione ufficiali. Quel che è certo, comunque, è che dal 2031 i Mondiali di atletica leggera si presenteranno sulla linea di partenza privi del loro evento più longevo e popolare, mentre la maratona inizierà una propria, separata corsa verso il futuro.




