Piazza Duomo nerazzurra: la festa notturna per il 21esimo scudetto dell’Inter
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Redazione Sport
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Milano, tradizionalmente divisa tra le due anime del calcio, si è svegliata con un colore solo: quel nerazzurro che, dopo l’ultima nottata di baldoria organizzata, ha lasciato tracce evidenti tra cori andati avanti fino all’alba e una marea umana capace di riempire ogni angolo del salotto cittadino. A dare il via a questa lunga notte (fatta di bandiere sventolate, fumogeni accesi e qualche inevitabile ingorgo nel traffico della movida) è stato il ventunesimo titolo, conquistato sul campo con un percorso che i tifosi hanno voluto consacrare proprio lì, sotto il duomo, trasformatosi in una sorta di estemporaneo salone di trionfo. Migliaia di supporter, quasi tutti in maglia, si sono riversati nel cuore della metropoli lombarda, trasformando un luogo solitamente associato al turismo e all’eleganza in una distesa compatta di tinte scure, coreografie improvvisate e fuochi d’artificio che hanno illuminato le guglie. Nessun incidente di rilievo, stando alle prime ricostruzioni, anche se la questura ha attivato un dispositivo di sorveglianza rafforzato per gestire quella che, di fatto, è stata una prova generale in vista dell’appuntamento successivo.
L’ultimo atto al Meazza e quella data ancora da ufficializzare
Perché la vera resa dei conti in chiave celebrativa, spiegano le abitudini della tifoseria organizzata, non si è esaurita nella notte di piazza Duomo: anzi, quella appena trascorsa è stata soltanto l’anteprima di un evento più strutturato, che avrà come palcoscenico lo stadio di San Siro. L’occasione, infatti, sarà offerta dall’ultima partita casalinga della stagione, Inter-Hellas Verona, valida per la trentasettesima giornata della Serie A 2025/26. La Lega Calcio Serie A non ha ancora comunicato data e orario ufficiali (si giocherà nel weekend del 16-17 maggio, questo è quanto filtra), ma la sostanza è chiara: il Meazza si prepara a indossare l’abito delle grandi occasioni, trasformando un match di fine campionato in una vetrina dedicata al ventunesimo tricolore. Chi si aspetta una semplice partita, insomma, probabilmente non ha familiarità con la scaletta informale che i tifosi hanno già iniziato a diffondere, tra ritrovi prefissati e un nuovo percorso del pullman scoperto che verrà rivelato solo nelle ore antecedenti il fischio d’inizio.
I festeggiamenti paralleli: tra cori da San Siro e selfie in piazza
Mentre la città ancora ripuliva i resti della notte, alcuni dei protagonisti in campo si sono lasciati andare a manifestazioni di giubilo non proprio istituzionali. Lautaro Martinez, Thuram, Barella, Dimarco e il giovane Pio Esposito – giusto per citare quelli che hanno voluto mostrarsi senza troppi filtri – sono stati notati tra San Siro e piazza Duomo, mescolandosi a tratti con i sostenitori più accalorati. Non una semplice uscita di cortesia, ma una condivisione fisica del tripudio collettivo, che ha permesso ai presenti di immortalare qualche istante di spontanea vicinanza tra il palco e la platea. Da segnalare, senza enfasi, come questa tendenza a portare la festa direttamente nel tessuto urbano anticipi un modello già sperimentato in altre occasioni: l’assenza di recinzioni ideologiche tra chi gioca e chi tifa, almeno nelle ore successive al risultato, produce un effetto moltiplicatore sull’entusiasmo. E a giudicare dai filmati che circolano, non è mancato nemmeno un passaggio dedicato alla possibilità di una doppietta (visto che la Coppa Italia è ancora in ballo), anche se la priorità, per i cori, rimane lo scudetto numero 21.
La resa dei conti domenicale e l’attesa del comunicato ufficiale
Ma sarà il weekend del 16-17 maggio a decretare il vero e proprio culmine della kermesse, con l’Inter che attende il Verona in quello che verosimilmente – e qui ci si affida alle consuetudini della programmazione – sarà l’orario canonico delle 15 di domenica 17 maggio. La Lega, come sempre, dovrà sciogliere le riserve ufficiali, ma le previsioni informali convergono su quella fascia, ideale per accogliere famiglie, gruppi organizzati e quegli ultras che hanno già prenotato striscioni a tema. Non sarà una cerimonia asettica, a giudicare dai precedenti: ci si aspetta coreografie corali, l’esposizione del tricolore sul prato e quel giro d’onore che i giocatori hanno imparato a concedersi solo dopo aver certificato l’aritmetica certezza del primato. Nel frattempo, a Milano si continua a discutere di un record sfiorato – cinque giocatori nerazzurri hanno raggiunto il tris personale di scudetti – e di qualche polemica sopita, come quella legata al presunto interesse per Guardiola in nazionale, subito ridimensionata da chi, come Viviano, ha preferito tenere i piedi per terra. Ma ora, stando a quanto si vede per strada, conta solo l’attimo, il profumo del fumo degli artifici e la consapevolezza che, almeno fino a tarda sera del 17 maggio, la città potrà dirsi completamente e orgogliosamente nerazzurra.




