L'oro supera i 3.600 dollari spinto dalla debolezza del dollaro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'oro, dopo un rialzo superiore al 5% registrato dall’inizio di settembre, ha infranto il muro dei 3.600 dollari per oncia, toccando picchi senza precedenti. Questo slancio, che escludendo una lieve flessione occorsa il 4 settembre rappresenterebbe la decima sessione consecutiva in rialzo—una serie statisticamente rara—è stato alimentato principalmente dall’indebolimento del biglietto verde e dalle rinnovate aspettative di un prossimo allentamento della politica monetaria della Federal Reserve.

Le attese per un taglio dei tassi d’interesse, che il Federal Open Market Committee è chiamato a deliberare nel corso dell’imminente riunione di metà mese, hanno trovato ulteriore linfa in una serie di dati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti. Un mercato del lavoro che, stando alle ultime rilevazioni, mostra segni di affanno, unitamente a un’inflazione che persiste nel mantenersi al di sopra dell’obiettivo del 2% stabilito dalla banca centrale, hanno convinto gli operatori finanziari della bontà di tali previsioni.

In questo quadro, la combinazione di un dollaro in difficoltà e dei rendimenti reali in calo ha spinto molti investitori verso il metallo giallo, considerato un bene rifugio per eccellenza in periodi di incertezza monetaria. Il movimento, rapido e corale, ha così catalizzato l’attenzione dei mercati globali, spingendo il prezzo verso il prossimo obiettivo principale, fissato dagli analisti tecnicisti attorno ai 4.000 dollari.

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