I mercati toccano nuovi massimi trainati dai dati sull'inflazione americana

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le piazze finanziarie hanno vissuto una giornata di slancio, con Wall Street che ha spinto i listini verso traguardi inediti, un movimento che trae origine dalla pubblicazione dei dati macroeconomici statunitensi. L’indice S&P 500 si è portato poco sotto la soglia dei 6.800 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato quasi un punto percentuale, segnando a sua volta un nuovo record. Questo ottimismo, che si è diffuso anche nei listini europei seppur con minore intensità, è scaturito principalmente dalle rilevazioni sul costo della vita, le quali hanno mostrato un quadro più favorevole del previsto.

L'inflazione americana frena più del previsto

Il Bureau of Labour Statistics ha reso noto che a settembre l’inflazione, sia generale che di fondo – calcolata cioè al netto dei volativi prezzi di alimentari ed energia –, ha segnato un incremento mensile più contenuto rispetto alle attese degli analisti. La variazione complessiva sui dodici mesi si è attestata al 3%, un dato che, seppure in leggero rialzo rispetto al mese di agosto, si è rivelato inferiore alle previsioni di consenso. Questo rallentamento, che conferisce maggiore margine di manovra alla Federal Reserve nella sua politica sui tassi di interesse, è stato il principale catalizzatore della corsa dei mercati, i quali hanno interpretato la notizia come un segnale di possibile allentamento monetario.

Il quadro europeo e le performance settimanali

Anche le borse del Vecchio Continente hanno beneficiato del clima positivo, chiudendo una settimana nel segno del verde. Milano ha registrato un progresso dell’1,7% nell’arco dei cinque giorni, con la seduta di chiusura in rialzo dello 0,25%, mentre Londra si è distinta come la piazza migliore. Fa parziale eccezione Parigi, che ha archiviato una settimana sostanzialmente piatta. L’andamento è stato sostenuto, oltre che dal dato inflazionistico d’oltreoceano, da una stagione di trimestrali societarie in pieno svolgimento, le quali hanno offerto ulteriori spunti agli investitori.

Le dinamiche sui mercati delle materie prime

Accanto ai movimenti azionari, si sono registrate significative oscillazioni sulle materie prime. Il petrolio ha evidenziato un netto rialzo, con quotazioni in salita dell’8%, in netto contrasto con l’oro che invece ha ceduto terreno. Queste dinamiche, che completano il quadro dei mercati finanziari, si inseriscono in un contesto più ampio dove i dati sul sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan hanno mostrato un tono più fiacco del previsto, mentre settori industriali specifici, come quello automobilistico con Ford, segnalano un recupero di quote di capacità produttiva precedentemente persa.

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